l'Astrofilo novembre-dicembre 2026

10 NOVEMBRE-DICEMBRE 2026 ASTRO PUBLISHING ASTROFILO l’ DO 47 e 2005 VL 1 dimostrano che è possibile distinguere gli arte- fatti dai corpi naturali, sulla base del loro moto orbitale e delle proprietà spettroscopiche, anche se hanno dimensioni di pochi metri; devono però es- sere vicini e relativamente lenti. Ma questo potrebbe non ba- stare nella ricerca di una tecno- logia non terrestre. Se una ci- viltà aliena volesse “spiare” la Terra avrebbe altre soluzioni a disposizioni, ad esempio una sonda posata su un NEA, o l’e- quivalente di un CubeSat inse- rito in un punto lagrangiano, o in un’orbita quasi satellitare, o in altre traiettorie co-orbitali capaci di avvicinare periodica- mente quella tecnologia al no- stro pianeta. Sarebbe praticamente impossibile accorgersi della sua pre- senza. Probabilmente anche se aves- I mmagine a bassa quota del sito di atterraggio del- l’Apollo 12, ripreso dalla LROC. Sono visibili lo stadio di discesa del modulo lunare Intrepid, il pacchetto di espe- rimenti scientifici lunari Apollo (AL- SEP) e la sonda Surveyor III, insie- me alle tracce la- sciate dagli astro- nauti L’immagine ha una larghezza di 275 metri; il nord è in alto. [NASA/ GSFC/Arizona State University] anni fa dallo Spacewatch Telescope (Steward Observatory, Kitt Peak) e denominato 2001 DO 47 . Successive osservazioni fatte con il Goldstone Solar System Radar (Barstow, Califor- nia) rivelarono delle anomalie nella sua tra- iettoria, che invece di essere uniforme mo- strava spostamenti ati- pici per un asteroide. Quelle anomalie sono poi risultate coincidere con una serie di accen- sioni dei motori della sonda Wind della NASA. Altrettanto esemplifica- tivo è il caso del NEA 2005 VL 1 , inizialmente classificato come aste- roide, successivamente come cometa oscura a causa di un’insolita ac- celerazione non gravita- zionale, e recentemente identificato con elevata probabilità come la son- da spaziale sovietica Ve- nera 2. Lanciata il 12 no- vembre 1965 con desti- nazione Venere, era andata persa poco prima di raggiungere la meta. Le vicende dei NEA 2020 SO, 2001 P anoramica del sito di atterraggio dell’Apollo 17, fotografato dalla LROC. Oltre al modulo lunare Challenger (larghezza massima 9,4 metri), sono visibili l’equipaggiamento ALSEP, sulla sinistra, e il punto di sosta finale del rover lunare (LRV), all’estrema destra. Nel riquadro, un ingrandimento del Challenger. [NASA/GSFC/ASU/Jason Davis]

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