l'Astrofilo novembre-dicembre 2026

NOVEMBRE-DICEMBRE 2026 ASTRO PUBLISHING passive, artefatti passivi di superficie, sonde attive, artefatti attivi di super- ficie. Le nostre cinque sonde vaga- bonde rientrano nella prima cate- goria, perché quando raggiunge- ranno altri sistemi planetari saranno inevitabilmente inattive, ma ancora riconoscibili (da eventuali alieni) co- me oggetti di origine non naturale. Non è facile prevedere per quanto tempo resteranno riconoscibili, poi- ché sono numerose le variabili che entrano in gioco e non tutte ben co- nosciute; molto dipende dalla velo- cità delle sonde e dalla densità non uniforme della polvere interstellare. Nondimeno, simulazioni ragionevoli (che includono il potenziale gravita- zionale della Via Lattea) sul futuro delle due Voyager suggeriscono che trascorreranno 4-5 miliardi di anni prima che esse diventino indistingui- bili dalla materia interstellare. Come dire che quando il Sole, in versione gigante rossa, annienterà la Terra, un artefatto umano potrà forse for- nire ancora informazioni sul suo cre- atore. [Ogni riferimento a “V’ger” in Star Trek: The Motion Picture è puramente casuale!] Considerando che Vo- yager 1 sta viaggiando a 17 km/s (è la più ve- loce delle cinque son- de), prima di scompa- rire del tutto potrebbe attraversare la galassia due volte da un capo all’altro. Se la “data di scadenza” di 4-5 mi- liardi di anni è univer- salmente valida per ar- tefatti della medesima tipologia, uno o più corpi solidi del nostro sistema solare potreb- bero ancora ospitare le vestigia di antichissime tecnologie aliene. Op- pure quegli artefatti S opra, un rendering della cometa oscura 1I/ ʻ Oumua- mua, il primo oggetto inter- stellare scoperto nel nostro sistema solare. Ha fatto ven- dere molte copie di un libro che ha speculato sulla sua natura di astronave aliena. L’autore è un famoso astrofi- sico di Harvard. [AI artwork] A sinistra, la cometa inter- stellare 2I/Borisov fotogra- fata dal telescopio spaziale Hubble il 12 ottobre 2019. [NASA/ESA] Sotto, l’oggetto interstellare meglio caratterizzato, la co- meta 3I/ATLAS, ripresa da Hubble il 30 novembre 2025. [NASA, ESA, STScI, D. Jewitt (UCLA), M.-T. Hui (Shanghai Astronomical Ob- servatory). Image Proces- sing: J. DePasquale (STScI)]

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