l'Astrofilo novembre-dicembre 2026
38 NOVEMBRE-DICEMBRE 2026 ASTRO PUBLISHING Indagato l’albero genealogico di oggetti distanti appena scoperti by NASA/ESA/CSA Laura Betz Abigail Major Hannah Braun bili alle attuali tecnologie quando osservate a redshift elevati. Le conclusioni del team si basano sull’analisi della galassia a spirale WISEA J123635.56+621424.2, situata a un redshift inferiore e sopranno- minata “Saguaro” per i suoi bracci prominenti, simili a quelli del cactus tipico del deserto di Sonora, nel sud- ovest degli Stati Uniti. Una caratte- ristica particolarmente interessante di questa galassia (osservata a red- shift 2, corrispondente a circa 3,3 mi- liardi di anni dopo il Big Bang) è il suo nucleo, che ricorda un piccolo punto rosso e richiama alla mente il frutto rosso rubino prodotto dalla pianta desertica. “Tutto ciò che si è formato nell’uni- verso primordiale deve evolversi in qualcosa che vediamo attorno a noi. distanza percorsa dalla luce attra- verso l’universo). Questa sorpren- dente variazione numerica solleva un interrogativo: che fine fanno i piccoli punti rossi man mano che l’universo evolve? Un team di ricercatori guidato da Pierluigi Rinaldi (dello Steward Ob- servatory dell’Università dell’Ari- zona, attualmente presso lo Space Telescope Science Institute di Balti- mora) ha approfondito le proprie ricerche precedenti in un nuovo stu- dio pubblicato su The Astrophysical Journal , proponendo un possibile percorso evolutivo per gli LRD. Seb- bene possano sembrare una popo- lazione galattica a sé stante, la lo- ro percezione è influenzata da un “bias” osservativo; alcune caratteri- stiche, infatti, risulterebbero invisi- S in dalla loro scoperta nel 2022 da parte del telescopio spazia- le Webb, i “piccoli punti rossi” (LRD, dall’inglese Little Red Dots) hanno suscitato grande interesse fra gli astronomi. Capire la natura di queste sorgenti rosse, compatte ed estremamente distanti, si è rivelata un’impresa scientifica complessa e intrigante. Una teoria diffusa sug- gerisce che i piccoli punti rossi siano buchi neri supermassicci noti come nuclei galattici attivi, sebbene pre- sentino caratteristiche diverse ri- spetto a quelli osservati nelle galas- sie più vicine. Mentre appaiono nu- merosi a redshift elevati, ovvero nelle fasi primordiali dell’universo, il loro numero diminuisce rapida- mente a redshift più bassi (mag- giore è il redshift, maggiore è la ASTROFILO l’
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjYyMDU=