l'Astrofilo novembre-dicembre 2026
gna vicina, più massiccia e luminosa del Sole, attorno a una stella così ben stu- diata” , continua Montar- gès. “Sono questi i mo- menti migliori della scien- za: vedere qualcosa di nuo- vo, di inaspettato.” Betelgeuse B è stata im- mortalata tramite imaging diretto, ovvero rilevando la luce proveniente dalla stel- la stessa, utilizzando lo strumento SPHERE installato sul VLT dell’ESO, nel deserto di Atacama, in Cile. Sebbene vi fossero già indizi dell’esi- stenza di questa stella compagna, in- clusa una possibile rilevazione diret- ta effettuata con il telescopio Ge- mini North alle Hawaii, la nuova os- servazione rappresenta la prova più solida e l’immagine più nitida otte- nuta finora di Betelgeuse B. “È no- tevole vedere come SPHERE e le avanzate tecniche di post-elabora- zione, sviluppate originariamente per individuare esopianeti, si rivelino eccellenti anche nel rilevare una compagna attorno a una stella mas- siccia ed evoluta come Betelgeuse” , afferma il coautore Anthony Bocca- letti, anch’egli astronomo presso U n’immagine composita a colori realizzata a partire da esposizioni della Digitized Sky Survey 2 (DSS2). Il campo visivo è di circa 2,0 x 1,5 gradi. [ESO/Digitized Sky Survey 2. Ack.: Davide De Martin] 21 NOVEMBRE-DICEMBRE 2026 distanza da Betelgeuse, risultando quindi più facile da individuare. Montargès e il suo team si erano messi all’opera, osservando la stella con il VLT dell’ESO nel dicembre di quell’anno, dedicando diversi mesi all’elaborazione dei dati. “Onesta- mente, pensavo che non avessimo la sensibilità necessaria per rilevare Be- telgeuse B come previsto” , spiega Montargès. “Poiché è più massiccia di quanto ipotizzato, riusciamo a ve- derla!” Sebbene inizialmente si ritenesse a- vesse una massa paragonabile a quel- la del Sole, le nuove osservazioni rivelano che Betelgeuse B possiede invece una massa pari a circa due o tre volte quella solare. “È straordina- rio poter ancora scoprire una compa- l’Osservatorio di Parigi. “Per avere la certezza assoluta della presenza della compagna, dobbiamo osser- varla tra un anno sul lato opposto della stella, ma ormai i margini di dubbio sono davvero minimi” , ag- giunge Montargès. Qualche anno fa, Betelgeuse aveva attirato l’attenzione di astronomi e non solo, quando la sua luminosità aveva iniziato a diminuire visibil- mente. Essendo una supergigante evoluta, è previsto che Betelgeuse termini la propria esistenza con una esplosione di supernova; quel calo di luminosità aveva indotto alcuni a ipotizzare che la stella fosse ormai prossima all’esplosione. Un gruppo di astronomi guidato dallo stesso Mon- targès aveva studiato la stella utiliz- zando il VLT dell’ESO, scoprendo che essa era in realtà oscurata da una nube di polvere. La possibile indivi- duazione di Betelgeuse B spingerà gli astronomi a indagare in che mo- do questa compagna potrebbe in- fluenzare la prevista esplosione di Betelgeuse come supernova. “Resta aperta la questione se questa compa- gna avrà un possibile impatto sul- l’evoluzione della supergigante ros- sa” , conclude Montargès. ASTROFILO l’ !
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