l'Astrofilo settembre-ottobre 2026
7 SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 ASTRO PUBLISHING c hine del tempo che ci permettono di esplo- rare l’universo primordiale e di capire come si è formata la prima ge- nerazione di galassie” , afferma Vale- ria Pettorino, scienziata del progetto Euclid dell’ESA. “Le capacità di Euclid non hanno eguali. Il telescopio com- bina un’ampia area, profondità, im- magini nitide e una visione infraros- sa spaziale unica, permettendoci di individuare oggetti rari ed estrema- mente distanti con molta più effi- cienza rispetto al passato. E non si tratta solo del telescopio: l’elabora- zione dei dati è possibile solo grazie a migliaia di scienziati e ingegneri del Consorzio Euclid che lavorano in- sieme per realizzare scoperte scienti- fiche, analizzando enormi quantità di dati per identificare quasar rari e distanti che possiamo studiare ulte- riormente utilizzando telescopi al suolo.” I 31 quasar qui menzionati sono stati scoperti nei dati della Euclid Wide Survey, che una volta completata coprirà più di un terzo dell’intero cielo. Euclid svelerà i se- greti dell’universo oscuro; il telesco- pio ne sta esplorando la composizio- ne, la storia, l’evoluzione e map- pando la sua struttura su larga scala, osservando miliardi di galassie e rive- lando, nel farlo, molti quasar. ! Entrambi si trovano a poco più di 13 miliardi di anni luce di distanza e sono emersi durante i primi 670 milioni di anni dell’universo. “Questa scoperta raddoppia abbondantemente il nu- mero di quasar antichi che cono- sciamo” , afferma Antonio La Marca, ricercatore dell’ESA nel team Euclid. La scoperta dei primi dieci quasar con un redshift pari o superiore a 7 ha richiesto agli astronomi più di un decennio, ma Euclid ne ha già sco- perti molti di più in un solo anno. “Il team Euclid ha compiuto per la prima volta un vero e proprio ‘censi- mento’ dei quasar agli albori del- l’universo” , aggiunge La Marca. “È un grande passo avanti verso la com- prensione di questi affascinanti og- getti a un livello più fondamentale.” Il secondo quasar più antico scoperto da Daming e colleghi è stato recen- temente studiato in modo più detta- gliato da Silvia Belladitta e collabora- tori. Le osservazioni hanno mostrato che il quasar è immerso in una galas- sia polverosa e ricca di gas, in cui si stanno formando rapidamente nuo- ve stelle, suggerendo come potrebbe essere la galassia ospite di un antico buco nero supermassiccio. I quasar risalgono a un affascinante periodo della storia cosmica noto ASTROFILO l’ Q uesto grafico mostra la posizione dei 31 quasar recentemente sco- perti (punti gialli) dal telescopio Eu- clid e l’area di copertura della missio- ne nell’agosto 2025 (area blu). Le po- sizioni dei quasar più distanti sono in- dicate da punti rossi. Il quasar più distante è quello a destra e si chiama EUCL J172902.75+641018.1 (redshift di 7,77), mentre il secondo più di- stante (il punto rosso a sinistra) si chiama EUCL J125308.55+705432.3 (redshift di 7,69). Questa vista dell’in- tero cielo è sovrapposta alla mappa di Planck dell’ESA del 2014, con la banda orizzontale luminosa corri- spondente al piano della nostra ga- lassia, dove si trova la maggior parte delle sue stelle. [ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA/Planck Collabora- tion/A. Mellinger; Acknowledgment: Jean-Charles Cuillandre, João Dinis)] come “epoca della reionizzazione”: quando tutto è passato dall’essere freddo e buio (l’”età oscura”) all’es- sere caldo e “ionizzato”. Quell’epoca di transizione è stata un periodo cru- ciale che ha gettato le basi per tutto ciò che vediamo oggi. “I quasar anti- chi sono scoperte rare; sono interes- santi di per sé, ma sono anche mac-
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