l'Astrofilo settembre-ottobre 2026

49 ASTRO PUBLISHING torno alla nana bianca. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature , of- frono uno sguardo sul futuro di pia- neti come Giove dopo la morte del Sole, tra miliardi di anni. WD 1856 b è stato scoperto nel 2020 da scienziati che hanno utilizzato i telescopi spaziali TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) e Spitzer della NASA. Orbita attorno alla nana bianca WD 1856+534, che si trova a circa 80 anni luce dalla Terra. “Il pia- neta ha all’incirca le dimensioni di Giove, ma la nana bianca attorno a cui orbita ha le dimensioni della Terra, quindi il pianeta è sette volte più grande della sua stella” , ha af- fermato l’autore principale Ryan MacDonald, dell’Università di St. An- drews, nel Regno Unito. WD 1856 b orbita estremamente vicino alla sua stella ospite, a una distanza 50 volte inferiore rispetto a quella tra la Ter- ra e il Sole. Se WD 1856 b avesse ori- ginariamente orbitato a quella di- stanza, sarebbe stato distrutto men- tre la stella era una gigante rossa. Come ha fatto a sopravvivere alla morte della sua stella ospite e a rag- giungere la sua posizione attuale? Il nuovo studio ha impiegato Webb per osservare il pianeta transitare da- vanti alla sua stella. Il transito ha for- nito informazioni uniche sulla massa del pianeta, che è compresa tra quat- tro e undici volte la massa di Giove. Il team è stato anche in grado di de- terminare la temperatura del pia- neta. Durante il transito, la luce della stella è stata parzialmente bloccata, ma la luce infrarossa è stata atte- nuata in misura minore rispetto ad altre lunghezze d’onda. La diffe- renza è dovuta alla luce infrarossa emessa dal pianeta a causa del pro- prio calore. I dati hanno indicato che il pianeta ha una temperatura di circa 126 gradi Celsius, significativa- mente più alta di quanto sarebbe se la sua unica fonte di calore fosse la luce della nana bianca. Questa scoperta sconcertante si è ri- velata l’elemento cardine che ha di- mostrato come il pianeta abbia rag- giunto la sua orbita attuale. Christo- pher O’Connor, della Northwestern University in Illinois, coautore dell’ar- ticolo, è stato responsabile della ri- costruzione della temperatura del pianeta nel corso del tempo. O’Con- nor ha così commentato: “La grande domanda è come WD 1856 b sia fi- nito dove si trova oggi, e ci sono due teorie. Una è che il pianeta sia stato inghiottito dalla stella ospite mentre stava morendo, e sia riuscito a so- pravvivere al suo interno. L’altra è che la migrazione sia avvenuta a causa dell’effetto gravitazionale di altri oggetti nel sistema. La nana bianca fa parte di un sistema stellare triplo e le stelle compagne potreb- bero aver influenzato l’orbita di WD 1856 b” . I ricercatori si sono resi conto che non c’era alcuna fonte di energia presente, oggi in grado di generare quel calore, quindi dove- va trattarsi di energia residua di un’epoca precedente in cui il pianeta era riscaldato. Utilizzando modelli di come gli oggetti sub-stellari simili a WD 1856 b si raffreddano nel tempo, insieme ai nuovi dati di Webb, il team è stato in grado di proiettare la sua temperatura a ri- troso nel tempo e dedurre l’epoca in cui deve essere avvenuto il riscalda- mento. La tempistica è fondamen- tale per determinare se il riscalda- mento sia stato causato dall’inghiot- timento da parte della gigante ros- sa o si sia verificato durante una mi- grazione verso l’interno. I ricercatori ASTROFILO l’ SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 L ’esopianeta WD 1856 b, raffigurato in questa illustrazione, è un gigante gas- soso sopravvissuto alla morte della sua stella. Ora orbita attorno a una nana bianca a una distanza 50 volte inferiore a quella tra la Terra e il Sole. Le osser- vazioni del telescopio spaziale Webb non solo hanno determinato la tempera- tura del pianeta, ma hanno anche rilevato molecole nella sua atmosfera. La prima misurazione fornisce la prova che WD 1856 b è migrato nella sua posi- zione attuale miliardi di anni dopo che la sua stella è diventata una nana bianca. [Artwork: NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI)]

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