l'Astrofilo settembre-ottobre 2026

39 SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 disponibili dal telescopio era- no meno precise per i bracci esterni. L’utilizzo dei raggi X per son- dare le distanze delle nubi di polvere, come hanno fatto XMM-Newton e Chandra in questo caso, è estremamen- te preciso anche a distanze maggiori, consentendo al team di ricerca di rivedere la mappa della Via Lattea este- na. “Questa scoperta è un ottimo esempio di come le missioni di lunga data del- l’ESA, come XMM-Newton, lanciata nel 1999, continuino a svolgere un ruolo di fon- damentale importanza nel- l’esplorazione dell’universo” , afferma Erik Kuulkers, scien- ziato del progetto XMM- Newton dell’ESA. “Giunto ormai al suo terzo decennio, XMM-Newton continua a fornire un flusso costante di dati scientifici rivoluzionari su qualsiasi argomento, dal GRB più luminoso mai osser- vato, alle stelle distrutte dai buchi neri, fino alle imma- gini a raggi X di Marte. È ancora più entusiasmante quando le missioni collaborano, come è successo in questo caso. In- sieme, possono rivelare moltissime informazioni sul cielo che ci cir- conda.” La conoscenza della nostra galassia continuerà ad ampliarsi nei prossimi anni: insieme ai dati sempre più det- tagliati provenienti dalla quarta e quinta pubblicazione di Gaia (previ- ste rispettivamente per dicembre 2026 e dopo la fine del 2030), l’os- servatorio a raggi X di nuova gene- razione dell’ESA, NewAthena, è pronto a trasformare l’astronomia a raggi X e a consentire agli scienziati di esplorare echi di raggi X molto più deboli nelle regioni periferiche della nostra galassia. Q uesta rappresentazione artistica raffigura la struttura della nostra galassia, la Via Lattea, basata sui dati di Gaia e illustra come gli scienziati abbiano rivisto la posizione dei suoi bracci esterni grazie alle osservazioni di XMM-Newton e Chandra. I due telescopi a raggi X hanno individuato gli echi di tre brillanti esplosioni cosmiche che si propagano attraverso i bracci a spirale esterni della nostra galassia. Misurando la distanza di questi echi, un team di ricerca ha scoperto che i bracci esterni sono fino al 10% più distanti di quanto si pensasse. [ESA/Gaia/ DPAC, Stefan Payne-Wardenaar, ESA/XMM-Newton and NASA/Chandra] cerca nell’ambito del suo dottorato di ricerca. “Abbiamo invece fatto qualcosa di nuovo: abbiamo osser- vato le conseguenze di tre esplosioni cosmiche avvenute in galassie molto più distanti. Quelle esplosioni hanno emesso raggi X che sono riecheg- giati attraverso diversi bracci esterni della Via Lattea, e abbiamo misurato direttamente le distanze di questi echi.” La luce a raggi X è stata emes- sa da tre brillanti esplosioni note come lampi gamma (GRB). I raggi X sono rimbalzati e sono stati dispersi dai granelli di polvere all’interno dei bracci a spirale della Via Lattea, for- mando anelli luminosi che sono stati poi rilevati da XMM-Newton e Chan- dra. Studiando come questi echi ad anello si espandono lentamente nel tempo, Beatrice e i suoi colleghi so- no stati in grado di individuare la di- stanza dei granelli di polvere che disperdono la luce. Dal momento che questi si trovano in nubi all’in- terno dei bracci della nostra galassia, il team ha potuto misurare diretta- mente la distanza dei bracci. Oltre a confermare la distanza già nota del braccio di Perseo, gli scien- ziati hanno scoperto che due dei bracci della Via Lattea (il braccio Scutum-Centaurus esterno e il brac- cio esterno) si trovano fino al 10% più distanti di quanto si pensasse. Sebbene Gaia abbia rivoluzionato la nostra comprensione della Via Lat- tea, le misurazioni di distanza finora ASTROFILO l’ !

RkJQdWJsaXNoZXIy MjYyMDU=