l'Astrofilo settembre-ottobre 2026
35 SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 ASTRO PUBLISHING Un team indipendente gui- dato da Aidan Gibbs del- l’Università della California, negli Stati Uniti, ha sco- perto lo stesso pianeta uti- lizzando il telescopio spa- ziale James Webb (JWST), delle agenzie spaziali statu- nitense, europea e cana- dese. Anche i loro risultati sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal Let- ters . Per confermare la scoperta di un pianeta a partire da un rilevamento, gli astro- nomi di solito devono effet- tuare osservazioni di fol- low-up. Tuttavia, questo si- stema era già stato ampia- mente studiato e c’erano diverse immagini negli ar- chivi scientifici dell’ESO e del JWST. “Con nostra gran- de gioia, è spuntato fuori in precedenti osservazioni di SPHERE” , afferma Birkby, ri- ferendosi a un altro stru- mento del VLT già utilizzato per osservare il sistema Beta Pictoris. Il pianeta è stato individuato anche in osser- vazioni d’archivio di NIR- Cam, un altro strumento del JWST. Ora che il team sa- peva dove cercare il poten- ziale nuovo pianeta, “si è scoperto che era nascosto nei dati da sempre!” , conclude Bir- kby. Il coautore Valentin Christiaens, ricercatore presso il CEA Paris-Saclay, in Francia, aggiunge: “Le scoperte nei dati d’archivio di SPHERE non sono solo molto interessanti di per sé, ma suggeriscono anche che nu- merosi tesori siano ancora nascosti negli archivi degli strumenti del VLT!” . Beta Pictoris è ora il secondo siste-ma, dopo HR 8799, in cui sono stati ripresi direttamente più di due pianeti. “I sistemi con più esopianeti ripresi direttamente sono il ‘Santo G li astronomi hanno scoperto un terzo pianeta in orbita attorno alla stella Beta Pictoris utilizzando il VLT dell’ESO. Il nuovo pianeta, Beta Pictoris d, è tra gli esopianeti più de- boli mai fotografati dalla Terra. Dopo la scoperta iniziale, il team ha trovato che era rima- sto nascosto negli archivi di osservazioni risalenti a oltre un decennio. Questo video rias- sume lo studio. [ESO. Music: Stellardrone − To The Great Beyond. Written by: E. Elkington. Footage and photos: ESO, L. Calçada, M. Kornmesser, C. Malin, P. Horálek] https://www.youtube.com/watch?v=SeU_tE6yaz8 Graal’ delle scoperte, perché pos- sono insegnarci molto sulle pro- prietà dei diversi esopianeti nello stesso ambiente di formazione” , af- ferma Sutlieff. Beta Pictoris d chiari- sce anche un mistero nel suo sistema planetario, poiché ha esattamente la massa e la posizione giuste per spie- gare la particolare forma del disco di detriti circostante, costituito dai resti della formazione planetaria. La sco- perta di Beta Pictoris d incoraggia così ulteriori osservazioni dirette di sistemi planetari in cui deboli pianeti potrebbero essersi nascosti in bella vista, anche con il futuro Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO. “Pare che i pianeti abbiano degli amici, − afferma Beth Biller, coautrice dell’ar- ticolo e astronoma dell’Università di Edimburgo − infatti molti dei famosi sistemi esoplanetari osservati diret- tamente sembrano avere più pianeti giganti nello stesso sistema, ed è probabile che ci siano ancora più pianeti di massa inferiore nascosti in quei sistemi che potrebbero essere rivelati dagli strumenti dell’ELT.” ASTROFILO l’ !
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