l'Astrofilo luglio-agosto 2026

50 LUGLIO-AGOSTO 2026 ASTRO PUBLISHING bero essere potenzial- mente pericolosi. Il numero di NEO noti di dimensioni superio- ri a 140 metri aumen- terà di circa il 70%. Consentendo l’indivi- duazione precoce e il monitoraggio conti- nuo di questi oggetti, Rubin si rivelerà un po- tente strumento per la difesa planetaria. Il set di dati contiene anche circa 380 TNO (oggetti transnettu- niani), corpi ghiacciati in orbita oltre Nettu- no. Due dei TNO ap- pena scoperti, provvi- soriamente denomina- ti 2025 LS 2 e 2025MX 348 , si trovano su orbite e- stremamente ampie e allungate. Nei loro punti più distanti, questi due oggetti raggiungono una distanza dal Sole circa 1000 volte maggiore di quella della Terra, collocandoli tra i 30 pianeti minori più distanti cono- sciuti. Le scoperte sono state rese possibili dalla combinazione unica dell’Osservatorio Rubin, che com- prende un grande specchio, la foto- camera digitale astronomica più po- tente al mondo e sofisticati sistemi software progettati per rilevare og- getti deboli e in rapido movimento in un cielo affollato. Rubin può scan- dagliare il cielo australe con una sen- sibilità circa sei volte superiore a quella della maggior parte delle at- tuali ricerche di asteroidi, consen- tendo di rilevare oggetti più piccoli e più distanti che mai. Queste capa- cità permetteranno a Rubin di realiz- zare il censimento più dettagliato mai effettuato del nostro sistema so- lare, e tutte le scoperte aiuteranno gli scienziati a ricostruirne la storia. “L’eccezionale ritmo di osservazione di Rubin ha richiesto un’architettura software completamente nuova per che con ogni probabi- lità corrispondono a mondi lontani del no- stro sistema solare ha richiesto approcci al- goritmici innovativi” , afferma Matthew Hol- man, astrofisico se- nior presso il Center for Astrophysics | Har- vard & Smithsonian ed ex direttore del Minor Planet Center, che ha guidato il la- voro sulla pipeline di scoperta dei TNO. “Oggetti come que- sti offrono un’affasci- nante opportunità di esplorare le regioni più remote del siste- ma solare, permetten- doci di scoprire come si muovevano i pianeti nelle prime fasi della sua storia e se un nono pia- neta di grandi dimensioni, finora sconosciuto, possa ancora esistere là fuori” , commenta Kevin Napier, ri- cercatore presso il Center for Astro- physics | Harvard & Smithsonian che, insieme a Holman, ha sviluppato gli algoritmi per rilevare oggetti di- stanti del sistema solare utilizzando i dati di Rubin. La verifica di questo ampio gruppo di scoperte da parte dell’MPC consente all’intera comu- nità scientifica di accedere ai dati, affinare le orbite e iniziare imme- diatamente le analisi. E questi circa 11000 asteroidi sono solo l’inizio. Una volta che la Legacy Survey of Space and Time (LSST), della durata di un decennio, esordirà entro la fi- ne di quest’anno, gli scienziati pre- vedono che Rubin scoprirà un nume- ro simile di asteroidi ogni due o tre notti durante i primi anni del pro- getto. Questo porterà a triplicare il numero di asteroidi conosciuti e ad aumentare di quasi un ordine di grandezza il numero di oggetti trans- nettuniani (TNO) noti. https://noirlab.edu/public/videos/noirlab2608a/ Q uesta animazione mostra il sistema solare interno popolato da asteroidi già noti in blu scuro e da asteroidi scoperti da Rubin in azzurro chiaro. [NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/ AURA/R. Proctor. Star map: NASA/Goddard Space Flight Center Scien- tific Visualization Studio. Gaia DR2: ESA/Gaia/DPAC. Image Processing: M. Zamani (NSF NOIRLab)] la scoperta degli asteroidi” , afferma Ari Heinze, dell’Università di Wa- shington, che, insieme a Jacob Kur- lander, uno studente laureato pres- so lo stesso istituto, ha sviluppato il software che li ha rilevati. “Lo ab- biamo creato e funziona. Anche con i primi dati di qualità ingegneristica, Rubin ha scoperto 11000 asteroidi e misurato orbite più precise per de- cine di migliaia di altri. Sembra piut- tosto chiaro che questo osservatorio rivoluzionerà la nostra conoscenza della fascia degli asteroidi.” Partico- larmente sorprendente è la rapida crescita della popolazione di oggetti transnettuniani. I 380 candidati scoperti da Rubin in meno di due mesi si aggiungono ai 5000 individuati negli ultimi tren- t’anni. Come per gli asteroidi meno distanti, la ricerca dei TNO è dipesa in modo cruciale dallo sviluppo di nuovi algoritmi sofisticati. “Cercare un TNO è come cercare un ago in un pagliaio: tra milioni di sorgenti lumi- nose intermittenti nel cielo, insegna- re a un computer a vagliare miliardi di combinazioni e identificare quelle ! ASTROFILO l’

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