l'Astrofilo luglio-agosto 2026

33 LUGLIO-AGOSTO 2026 ASTRO PUBLISHING le previsioni derivate dall’universo primordiale forniscono un valore in- feriore, più vicino a 67 o 68. Sebbene la differenza numerica sia modesta, è di gran lunga maggiore di quanto possa essere spiegato dall’incertezza statistica. Questa persistente discre- panza, nota come “tensione di Hub- ble”, è stata ora osservata in diversi studi e tecniche indipendenti. Riunendo decenni di osservazioni in un unico quadro unificato, una col- laborazione internazionale di astro- nomi ha ottenuto la misurazione di- retta più precisa fino ad oggi del tasso di espansione dell’universo vi- cino. In un articolo pubblicato il 10 aprile su Astronomy & Astrophysics , la collaborazione H 0 Distance Net- work (H 0 DN) riporta un valore della costante di Hubble pari a 73,50 ± 0,81 chilometri al secondo per mega- parsec, corrispondente a una preci- I nterpretazione artistica della scala delle distanze cosmiche: una successione di metodi sovrapposti utilizzati per misurare le distanze nell’universo, dove ogni gradino della scala fornisce informazioni che possono essere utilizzate per deter- minare le distanze al gradino successivo. I metodi includono osservazioni di stelle variabili Cefeidi pulsanti, stelle giganti rosse con luminosità nota, supernove di tipo Ia e alcuni tipi di galassie. In questa illustrazione, la scala delle distanze ini- zia dall’Ammasso della Chioma, che è l’ammasso di galassie estremamente ricco più vicino a noi. La distanza dall’Ammasso della Chioma può essere misurata di- rettamente utilizzando le osservazioni delle supernove di tipo Ia all’interno del- l’ammasso stesso. Le supernove di tipo Ia hanno una luminosità prevedibile che le rende oggetti affidabili per i calcoli di distanza. [CTIO/NOIRLab/DOE/NSF/AURA/ J. Pollard. Image Processing: D. de Martin & M. Zamani (NSF NOIRLab)] sione di poco superiore all’1%. Lo studio, intitolato “The Local Distance Network: a community consensus report on the measurement of the Hubble constant at ~ 1% precision”, è il risultato di un ampio sforzo congiunto avviato in occasione del Breakthrough Workshop dell’Inter- national Space Science Institute (ISSI), “What’s under the H 0 od?”, te- nutosi presso l’ISSI di Berna, in Sviz- zera, nel marzo 2025. “Non si tratta solo di un nuovo va- lore della costante di Hubble − os- serva la collaborazione − ma di un quadro di riferimento costruito dalla comunità che riunisce decenni di mi- surazioni di distanza indipendenti, in modo trasparente e accessibile.” Il NOIRLab della NSF ha contribuito a questo sforzo sia con la propria espe- rienza che con dati osservativi. John Blakeslee, astronomo e diretto- re dei servizi di ricerca e scientifici presso NOIRLab, è membro della col- laborazione. Lo studio include dati provenienti dal Cerro Tololo Inter- American Observatory (CTIO) in Cile e del Kitt Peak National Observatory (KPNO) in Arizona, entrambi pro- grammi NSF NOIRLab. Questi dati sono stati integrati in un quadro col- laborativo più ampio che comprende osservatori sia terrestri che spaziali, contribuendo a rafforzare il risultato complessivo. Invece di affidarsi a un singolo metodo, il team ha costruito una “rete di distanze” che collega di- verse tecniche sovrapposte per la mi- surazione delle distanze nell’univer- so locale. Queste includono osserva- zioni di stelle variabili Cefeidi pul- santi, stelle giganti rosse con lumino- sità nota, supernove di tipo Ia e al- cuni tipi di galassie. Questo approc- cio consente molteplici percorsi indi- pendenti per giungere allo stesso risultato finale e permette di effet- tuare un test critico: la discrepanza è causata da un errore all’interno di un singolo metodo? I risultati indicano che ciò è improbabile. Anche esclu- dendo singole tecniche dall’analisi, il risultato complessivo cambia solo mi- nimamente. Le misurazioni indipen- denti rimangono coerenti fra loro, rafforzando la robustezza del tasso di espansione misurato localmente. “Questo lavoro esclude di fatto le spiegazioni della tensione di Hubble che si basano su un singolo errore trascurato nelle misurazioni della di- stanza locale” , concludono gli auto- ri. “Se la tensione è reale, come sug- gerisce il crescente numero di prove, potrebbe indicare una nuova fisica al di là del modello cosmologico stan- dard.” Le implicazioni sono significative. Il tasso di espansione inferiore dedot- to dall’universo primordiale dipende dal modello cosmologico standard, che descrive come l’universo si è evo- luto dal Big Bang. Se tale modello è incompleto, ad esempio se non tie- ne pienamente conto del comporta- ASTROFILO l’

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