l'Astrofilo luglio-agosto 2026
26 LUGLIO-AGOSTO 2026 ASTRO PUBLISHING cità del ferro. I ricercatori hanno sco- perto che il vento è leggermente più veloce del previsto. In combinazione con l’alta temperatura, è abbastanza potente da produrre il vento freddo anche senza raggi cosmici, sebbene questi possano comunque contri- buire. Gli astronomi hanno calcolato che il centro di M82 espelle ogni anno ab- bastanza gas da formare sette stelle con la massa del nostro Sole. Ciò po- ne un altro enigma. “Se il vento sof- fia costantemente alla velocità che abbiamo misurato, pensiamo che possa alimentare il vento più ampio e freddo espellendo quattro masse solari di gas all’anno. Ma XRISM ci dice che molto più gas si sta spo- stando verso l’esterno” , ha affer- mato il coautore Edmund Hodges- Kluck, astronomo e membro del L o strumento Resolve a bordo della sonda XRISM (X-ray Imaging and Spec- troscopy Mission) ha acquisito dati che rivelano la velocità del vento caldo al centro della galassia starburst M82. L’intervallo di energia delle linee di emis- sione del ferro mostra che il gas si muove a circa 3 milioni di chilometri all’ora. Nell’inserto: immagine di M82 ripresa dallo strumento Xtend di XRISM. [NASA’s Goddard Space Flight Center, JAXA/NASA, XRISM Collaboration et al. 2026] team XRISM presso il Goddard Space Flight Center della NASA. “Dove vanno a finire le tre masse solari in più? Sfuggono dalla galassia come gas caldo in qualche altro modo? Non lo sappiamo.” Le osservazioni di M82 realizzate dal satellite XRISM contribuiranno a mi- gliorare i modelli delle galassie star- burst, il che potrebbe aiutare i ri- cercatori a rispondere a questo tipo di domande in futuro. Il contributo della NASA a progetti internazionali come XRISM rientra nell’ambito de- gli sforzi dell’agenzia a favore di am- biziose missioni scientifiche che ci aiuteranno a comprendere meglio il funzionamento del nostro cosmo. “Alcuni dei nostri primi modelli di galassie starburst sono stati svilup- pati negli anni ‘80 e ora siamo final- mente in grado di testarli in modi che non erano possibili prima di XRISM” , ha affermato la co-autrice Skylar Grayson, studentessa di dot- torato presso l’Arizona State Univer- sity di Tempe. “Ci offre l’opportunità di capire perché il modello potrebbe non catturare tutto ciò che accade nell’universo reale.” ! ASTROFILO l’
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