l'Astrofilo luglio-agosto 2026

14 LUGLIO-AGOSTO 2026 ASTRO PUBLISHING permesso loro di determinare la quantità di questi elementi chimici “pesanti”, che gli astronomi chiama- no metalli. Hanno trovato forti prove che 29 Cygni b è arricchito di metalli rispetto alla sua stella ospite, la quale è simile al nostro Sole nella sua com- posizione. Data la massa del pianeta, la quantità di elementi pesanti che contiene è equivalente a circa 150 Terre. Ciò suggerisce che abbia ac- cresciuto grandi quantità di solidi ar- ricchiti di metalli da un disco proto- planetario. Il team ha anche utilizzato un sistema di telescopi ottici terrestri chiamato CHARA (Center for High Angular Re- solution Astronomy) per determinare se l’orbita del pianeta fosse allineata con la rotazione della stella. Hanno confermato tale allineamento, come ci si aspetterebbe da un oggetto for- matosi da un disco protoplanetario. “Siamo stati in grado di aggiornare l’orbita del pianeta e abbiamo anche osservato la stella ospite per determi- narne l’orientamento rispetto a tale orbita” , ha affermato Ash Messier, coautore e studente di dottorato presso la Johns Hopkins University. “Abbiamo dimostrato che l’inclina- zione del pianeta è ben allineata con l’asse di rotazione della stella, il che è simile a quanto osserviamo per i pianeti del nostro sistema solare.” “Nel complesso, queste prove sugge- riscono fortemente che 29 Cygni b si sia formato all’interno di un disco protoplanetario attraverso un rapido accrescimento di materiale ricco di metalli, piuttosto che attraverso la frammentazione del gas” , ha dichia- rato Balmer. “In altre parole, si è for- mato come un pianeta e non come una stella.” Mentre il team raccoglie dati sugli altri tre target del pro- gramma, prevede di cercare prove di differenze di composizione tra i pia- neti di massa inferiore e quelli di massa superiore. Questo dovrebbe fornire ulteriori informazioni sui loro meccanismi di formazione. G li astronomi hanno utilizzato il telescopio spaziale Webb per riprendere diret- tamente 29 Cygni b. Hanno trovato prove della presenza di elementi chimici pesanti come carbonio e ossigeno, il che suggerisce fortemente che si sia formato come un pianeta per accrescimento all’interno di un disco protoplanetario, e non per frammentazione come una stella. La NIRCam (Near-Infrared Camera) di Webb è stata utilizzata in modalità coronografica, dove un cuneo (indicato dal riquadro blu) viene utilizzato per bloccare la luce della stella ospite (etichettata A e con- trassegnata da un simbolo a stella) e rivelare il pianeta. Questa immagine com- bina la luce proveniente da tre filtri fra 4 e 5 micron. Il pianeta è più luminoso nel filtro blu, poi in quello verde e infine in quello rosso, quindi appare come un pun- tino biancastro nell’immagine composita a colori. Se l’anidride carbonica non fosse presente, il pianeta apparirebbe notevolmente più rosso. In questa imma- gine, il colore blu è assegnato alla luce a 4,1 micron, il verde alla luce a 4,3 micron e il rosso alla luce a 4,6 micron. [NASA, ESA, CSA, William Balmer (JHU, STScI), Laurent Pueyo (STScI); Image Processing: Alyssa Pagan (STScI)] accrescimento” , ha affermato l’au- tore principale William Balmer, della Johns Hopkins University e dello Space Telescope Science Institute, en- trambi a Baltimora. Il programma di osservazione di Bal- mer ha utilizzato la NIRCam (Near-In- frared Camera) di Webb in modalità coronografica per riprendere diretta- mente 29 Cygni b. Questo pianeta è stato il primo di quattro oggetti presi di mira dal programma, tutti noti per avere una massa compresa tra 1 e 15 volte quella di Giove. Il team ha an- che richiesto che i loro target orbitas- sero entro circa 15 miliardi di chilo- metri dalle loro stelle. I pianeti erano tutti giovani e ancora caldi a causa della loro formazione, con tempera- ture che variavano da circa 530 a 1000 gradi Celsius. Ciò garantirebbe che la composizione chimica della lo- ro atmosfera sia simile a quella dei pianeti di HR 8799, il cui sistema era stato studiato in precedenza da Bal- mer. Scegliendo filtri appropriati, il team è stato in grado di cercare segni di assorbimento della luce da parte dell’anidride carbonica (CO 2 ) e del monossido di carbonio (CO), il che ha ! ASTROFILO l’

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