l'Astrofilo maggio-giugno 2026
plicemente eccessiva perché gli e- sperti possano analizzarla manual- mente con il livello di dettaglio ne- cessario. I progetti di citizen science, che coin- volgono non scienziati nella collabo- razione a compiti come la classifica- zione delle galassie, offrono un altro modo per affrontare l’enorme mole di dati disponibili. Sebbene i gruppi di citizen science amplino notevol- mente la quantità di dati che pos- sono essere esaminati, non sono an- cora paragonabili a vasti archivi co- me quello di Hubble, o ai set di dati provenienti da strumenti che scru- tano il cielo come il telescopio spa- ziale Euclid dell’ESA. Ora, questo nuovo lavoro di O’Ryan e Gómez porta la ricerca a un livello completamente nuo- vo. Il team ha sviluppato quel- la che viene chiamata una re- te neurale, uno strumento di intelligenza artificiale che u- tilizza i computer per elabo- rare i dati e cercare schemi in un modo ispirato al cervello umano. La loro rete neurale, che hanno chiamato Anoma- lyMatch, è addestrata a cer- care e riconoscere oggetti rari come galassie a medusa e archi gravitazionali. Il team ha utilizzato Anoma- lyMatch per analizzare quasi 100 milioni di ritagli di imma- galassie in fase di fusione o intera- zione, che assumevano forme in- solite o lasciavano lunghe code di stelle e gas. Molte altre erano lenti gravitazionali, in cui la gravità di una galassia in primo piano curva lo spaziotempo e deforma la luce di una galassia distante sullo sfondo, trasformandola in un cerchio o un arco. Il team ha anche scoperto e- sempi di diversi altri oggetti rari, come galassie con enormi ammassi di stelle, galassie a medusa con “ten- tacoli” gassosi e dischi di formazione planetaria visti di taglio, che confe- riscono loro un aspetto simile a un hamburger o a una farfalla. Forse l’aspetto più intrigante di tutti è che c’erano diverse decine di og- getti che sfuggivano com- pletamente a qualsiasi classificazione. “Questo è un fantastico utilizzo del- l’intelligenza artificiale per massimizzare il rendimen- to scientifico dell’archivio Hubble” , afferma il coau- tore dello studio Pablo Gómez. “Trovare così tan- ti oggetti anomali nei dati di Hubble, dove ci si aspet- terebbe di trovarne già molti, è un risultato ecce- zionale. Dimostra inoltre quanto utile sarà questo strumento per altri grandi insiemi di dati.” 41 MAY-JUNE 2026 ASTRO PUBLISHING P agina precedente: sei oggetti astrofisici insoliti e affascinanti, finora sconosciuti, sono mostrati in questa nuova immagine composita del telescopio spaziale Hubble. Sono stati scoperti da ricercatori dell’Agenzia Spaziale Europea utilizzando un nuovo metodo assistito dall’intelligenza artificiale (AI), che ha permesso loro di analizzare quasi 100 milioni di ritagli di im- magini e di scoprire oggetti anomali, tra cui lenti gravitazionali, galassie a medusa con “tentacoli” gassosi, galassie in fusione e interazione, galassie con anelli e archi e altro ancora. Questa raccolta presenta sei galassie, mostrando una sezione trasver- sale delle scoperte con alcuni degli esempi più eclatanti: tre lenti con archi distorti dalla gravità, una fusione galattica, una galassia ad anello e una galassia (non l’unica tra i risultati) che ha sfidato la classificazione. Per rilevare oggetti anomali come questi sei, i ricercatori hanno sviluppato uno strumento di AI in grado di cercare e riconoscere schemi nelle immagini, adde- strandolo con esempi di tipi di oggetti insoliti che volevano trovare. Hanno quindi utilizzato il loro algoritmo per esaminare l’intero set di dati dell’archivio di Hubble alla ricerca di ulteriori oggetti anomali, nell’arco di un paio di giorni. Il risultato è stato una classifica delle immagini contenenti oggetti con la maggiore probabilità di essere anomali. Dopo aver analizzato i risultati del loro strumento di intelligenza artificiale, il team ha confermato oltre 1300 anomalie, di cui oltre 800 precedente- mente sconosciute. Con set di dati ancora più ampi in arrivo da missioni come Euclid dell’ESA, la speranza è che metodi come questo possano aiutare gli astronomi a sfruttare al massimo le loro osservazioni. [ESA/Hubble & NASA, D. O’Ryan, P. Gómez (European Space Agency), M. Zamani (ESA/Hubble)] gini dall’Hubble Legacy Archive, se- gnando la prima volta che l’archivio è stato sistematicamente esaminato alla ricerca di anomalie astrofisiche. In soli due giorni e mezzo, Anoma- lyMatch ha completato la sua ricerca nell’archivio e ha restituito un elen- co di probabili anomalie. Poiché il processo di individuazione di oggetti rari richiede ancora l’oc- chio esperto, O’Ryan e Gómez han- no ispezionato personalmente le fonti classificate dal loro algoritmo come le più probabili anomale. Di queste, più di 1300 erano vere ano- malie, oltre 800 delle quali non e- rano mai state documentate nella letteratura scientifica. La maggior parte delle anomalie consisteva in ! Q uesto episodio di Space Sparks illustra come un team di astronomi ha utilizzato un nuovo metodo assistito dal- l’intelligenza artificiale per cercare rari oggetti astronomici nell’Hubble Legacy Archive. [ESA/ Hubble & NASA] https://esahubble.org/videos/heic2603a/
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