l'Astrofilo maggio-giugno 2026
4 ASTRO PUBLISHING L’oggetto, denominato M31-2014- DS1, era una stella supergigante si- tuata a circa 2,5 milioni di anni luce dalla Terra nella galassia di Andro- meda. Al momento della sua forma- zione, la stella aveva una massa pari a circa 13 volte quella del Sole. Nel corso della sua vita, potenti venti stellari hanno eroso gran parte di quella massa, riducendola a circa cin- que volte quella del Sole alla fine della sua esistenza. Le osservazioni d’archivio della mis- sione NEOWISE della NASA hanno ri- velato che la stella si è gradualmente intensificata nella luce infrarossa nel corso di diversi anni, prima di affie- volirsi drasticamente e scomparire dalla vista. A differenza di una tipica supernova, l’evento non ha mostra- to alcuna evidenza di una potente esplosione verso l’esterno; ha invece lasciato dietro di sé un guscio di pol- vere e una debole luminescenza in- frarossa. “L’affievolimento dramma- tico e prolungato di questa stella è molto insolito e suggerisce che non si è verificata una supernova, por- tando al collasso del nucleo della stella direttamente in un buco nero” , ha affermato De. Per definire meglio la natura del- l’evento, il team ha condotto osser- vazioni di follow-up utilizzando il Near-Infrared Echellette Spectro- graph (NIRES) del telescopio Keck II, con tempo di osservazione asse- gnato grazie alla collaborazione tra NASA e Keck. Prima delle osservazioni di Keck, non esistevano spettri infrarossi della sor- gente ottenuti da terra con una sen- sibilità sufficiente a verificare se la MAY-JUNE 2026 G li astronomi dell’Osservatorio W. M. Keck sul Maunakea, alle Hawaii, hanno fornito osser- vazioni fondamentali per l’identifica- zione di una rara morte stellare in cui una stella massiccia sembra essere collassata direttamente in un buco nero senza prima esplodere come su- pernova. L’evento si è verificato nella galassia di Andromeda e fornisce un forte supporto osservativo a una via di formazione dei buchi neri teoriz- zata da tempo ma raramente confer- mata. Lo studio, condotto da ricer- catori della Columbia University, combina dati d’archivio dallo spazio con osservazioni di follow-up mirate da terra provenienti da diversi osser- vatori. “Questa è probabilmente la scoperta più sorprendente della mia vita” , ha affermato Kishalay De, pro- fessore di astronomia alla Columbia University e autore principale dello studio. “Le prove della scomparsa della stella erano presenti nei dati d’archivio pubblici e nessuno se n’era accorto per anni, finché non le ab- biamo individuate noi.” Prove convincenti del collasso diretto di una stella in un buco nero by Keck Observatory
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjYyMDU=