l'Astrofilo novembre-dicembre 2026
50 ASTRO PUBLISHING NOVEMBRE-DICEMBRE 2026 Gli oggetti remoti del sistema solare “ricordano” il passato by NASA/ESA/CSA Claire Andreoli Ann Jenkins Christine Pulliam P er la prima volta, gli scienzia- ti hanno sfruttato la potenza combinata dei telescopi spa- ziali Hubble e Webb per studiare al- cuni dei corpi più remoti del nostro sistema solare: gli oggetti trans-net- tuniani (TNO). Alcuni di essi sono tra i più piccoli e deboli mai osservati di- rettamente. I ricercatori hanno sco- perto, inaspettatamente, un numero inferiore di TNO di piccole dimen- sioni rispetto alle previsioni e hanno rilevato che le colorazioni di questi corpi seguono le stesse relazioni os- servate nei loro “parenti” più gran- di. Si tratta tipicamente di corpi piccoli, deboli e ghiacciati che orbi- tano attorno al Sole oltre l’orbita di Nettuno. La maggior parte di essi è oltre 100 milioni di volte meno lumi- nosa degli oggetti visibili a occhio nudo. In due studi complementari pubblicati su The Astronomical Jour- nal , alcuni team hanno analizzato il colore, la composizione e la distribu- S ullo sfondo, una rappresentazione artistica che raffigura un oggetto trans- nettuniano (TNO): un corpo celeste piccolo, debole e ghiacciato che orbita at- torno al Sole oltre l’orbita di Nettuno. Tipicamente oltre 100 milioni di volte meno luminosi degli oggetti visibili a occhio nudo, i TNO sono così piccoli che anche attraverso i telescopi spaziali Hubble e Webb appaiono soltanto come mi- nuscoli punti di luce. [NASA, ESA, Leah Hustak (STScI)] zione dimensionale di 27 TNO minu- scoli e poco luminosi scoperti di re- cente. Questa classe di piccoli corpi offre una prospettiva privilegiata su una fase iniziale della formazione planetaria: quella in cui un disco di polvere e ciottoli in orbita attorno al Sole si aggregava in “planetesimi” (i mattoni solidi che si uniscono per formare i pianeti) delle dimensioni di una città, senza però fondersi in mondi a grandezza naturale. Oltre Nettuno, questa seconda fase non è mai avvenuta, lasciando dietro una popolazione congelata di planete- simi. Nell’ambito della più approfon- dita indagine sui TNO mai realizzata finora, i team guidati da dottorandi dell’Università di Victoria (Canada), sotto la supervisione del Consiglio Nazionale delle Ricerche del Canada, e della Northern Arizona University di Flagstaff hanno esaminato una porzione di cielo simultaneamente con Hubble (osservando la luce visi- bile dei TNO) e con Webb (osservan- done la luce infrarossa). I ricercatori hanno misurato il colore degli og- getti, una sorta di impronta digita- le della composizione superficiale, e le loro dimensioni, determinandone inoltre le orbite. Grazie a queste osservazioni coordi- nate, i team hanno studiato due di- verse tipologie di TNO. La prima è costituita dai TNO dinamicamente ASTROFILO l’
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