l'Astrofilo settembre-ottobre 2026
45 SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 ASTRO PUBLISHING ricercatore senior ed esperto di mi- crolensing presso l’Università del Maryland, College Park e il Goddard Space Flight Center della NASA. Gli scienziati combineranno inoltre i dati di Euclid con quelli della Galac- tic Plane Survey di Roman. Questo programma di osservazione rivelerà la nostra galassia con un livello di dettaglio mai raggiunto primai, su un’area circa 400 volte più grande di quella esplorata nella regione del bulge galattico. In un mese di osser- vazioni distribuite su due anni, la missione Roman svelerà decine di miliardi di stelle ed esplorerà strut- ture finora inesplorate. Studiare la nostra galassia è un’im- presa ardua, perché è come cercare di mappare il corpo umano dall’in- terno di una cellula: ci sono molti ostacoli. La combinazione delle os- servazioni di Euclid con quelle di Roman permetterà agli astronomi di osservare le stelle muoversi lenta- mente nel cielo. Poiché le stelle in diverse parti della Via Lattea ten- dono a seguire traiettorie diverse, la missione aiuterà gli astronomi a ca- pire in quale regione della galassia si trovano. “Uno degli aspetti più entusiasmanti delle osservazioni di Euclid è che ci offrono la possibilità di testare e migliorare i modelli del- la Via Lattea” , ha affermato Penny. La “distrazione” di un giorno di Eu- clid ha offerto un risultato scienti- fico che durerà per anni e dimostra quanto di più si possa ottenere quando i telescopi collaborano. “Abbiamo dimostrato che questi due telescopi possono lavorare in- sieme per fare scienza che va ben oltre lo scopo per cui sono stati ori- ginariamente progettati” , ha sotto- lineato Rhodes. “In questo modo, abbiamo stabilito un modello per future osservazioni coordinate che potranno portare a scoperte di gran lunga superiori a quelle che ciascu- na missione potrebbe realizzare sin- golarmente.” P agina a fianco: l’immagine di Euclid, colorata utilizzando immagini prese da terra, che fornisce un’istantanea preliminare di una regione della nostra galas- sia che il telescopio spaziale Roman osserverà ripetutamente nei prossimi anni. Euclid ha trascorso una giornata a scattare una serie di nove immagini vicino al cuore della Via Lattea. La più ampia ha una risoluzione simile a quella di Roman, sebbene sia meno profonda e priva di alcuni dei colori che Roman osserverà. Nella parte destra dell’immagine, Euclid osserva attraverso il denso primo piano del piano galattico della Via Lattea, dove spesse nubi molecolari appaiono come mac- chie scure che oscurano parti del rigonfiamento galattico sullo sfondo. Sulla sini- stra, la vista si innalza verso latitudini galattiche più elevate: il bagliore giallo del rigonfiamento diventa più nitido, con nubi in primo piano meno numerose e più isolate che interrompono la luce delle stelle. [ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT, image processing by J.-C. Cuillandre and E. Bertin (CEA Paris-Saclay)] l’oggetto più vicino agisce come una lente cosmica, focalizzando e ampli- ficando la luce proveniente dalla stella di sfondo. “Il più delle volte, l’oggetto che funge da lente è un’al- tra stella” , ha affermato Matthew Penny, professore assistente alla Lo- uisiana State University e co-respon- sabile del gruppo di lavoro scientifi- co sugli esopianeti di Euclid, che ha trascorso più di un decennio a simu- lare i dati di Euclid e Roman. “Ma Roman sarà anche in grado di indi- viduare i pianeti in orbita attorno a queste stelle e ogni sorta di oggetti strani che sarebbe quasi impossibile trovare in qualsiasi altro modo.” Tra questi oggetti strani ci sono i buchi neri che si formano dopo la morte delle stelle più massicce. Gli astronomi ritengono che nella Via Lattea dovrebbero esserci circa 100 milioni di buchi neri di massa stel- lare, ma finora li hanno rilevati qua- si esclusivamente quando interagi- scono con una stella compagna. Ep- pure si pensa che la maggior parte vaghi per la galassia in solitudine. Roman li troverà anche quando non c’è nulla nelle vicinanze che ne riveli la presenza. Mentre gli eventi di microlensing creati dai pianeti durano in genere ore o giorni, i buchi neri hanno una massa così elevata da poter curvare la luce su una regione di spazio più ampia, creando segnali molto più lunghi. Ciò significa che gli astrono- mi potrebbero aver bisogno di osser- varli per anni per vedere gli oggetti perdere il loro allineamento. “I due anni in più forniti da Euclid danno agli astronomi più tempo per osservare la lente e la stella sorgen- te allontanarsi, rendendo più facile identificare la lente e misurarne la massa” , ha spiegato Himanshu Ver- ma, ricercatore post-dottorato pres- so la Louisiana State University che ha analizzato le immagini di Euclid per aiutare gli scienziati a prevedere e comprendere meglio gli eventi di microlensing che Roman dovrebbe osservare. Mentre la maggior parte dei metodi di ricerca planetaria è più efficace nel trovare mondi incandescenti che orbitano strettamente attorno alla propria stella, il microlensing è più indicato per rilevare pianeti in orbite più ampie di quella terrestre. Ciò in- clude pianeti che ruotano attorno a stelle a distanze maggiori di quanto Nettuno orbiti attorno al Sole e pia- neti che sono stati espulsi dai loro si- stemi stellari originali, ora destinati a vagare solitari nella galassia. “Quando Roman li avrà scoperti, gli astronomi potranno confrontarli con le precedenti osservazioni di Eu- clid per cercare stelle vicine all’og- getto lenticolare, al fine di confer- mare se un pianeta è effettivamen- te errante o semplicemente orbita molto lontano dalla sua stella ma- dre ”, ha affermato David Bennett, ASTROFILO l’ !
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