l'Astrofilo settembre-ottobre 2026
27 SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 ASTRO PUBLISHING nell’arco di almeno quattro anni. I ri- cercatori hanno concluso che la spie- gazione più probabile è un evento di distruzione mareale, che si verifica quando una stella si avvicina troppo a un buco nero e viene fatta a pezzi dalla gravità. In questo caso, il ra- pido aumento della luminosità ot- tica indica un buco nero di massa intermedia, una classe a lungo ricer- cata che si colloca tra i buchi neri di massa stellare, formatisi dal collasso di stelle, e i buchi neri supermassic- ci, che si trovano al centro delle ga- lassie. I buchi neri di massa intermedia so- no stati difficili da individuare e gli astronomi erano ansiosi di trovare nuovi metodi per identificarli. AT2019ijn offre una di queste strade: se un buco nero di massa intermedia emette un getto non diretto verso la Terra, l’evento può apparire inizial- mente modesto, per poi diventare drasticamente più luminoso nella luce radio man mano che il getto ral- lenta e la sua emissione residua si diffonde nel campo visivo. Questo aumento di luminosità ritardato è una delle caratteristiche più sorpren- denti di questa scoperta. A 3 giga- hertz, il segnale radio ha raggiunto una luminosità oltre 100 volte supe- riore a quella dell’emissione radio osservata in noti transienti ottici blu veloci o supernove in fasi simili. Per ricostruire l’evento, il team ha combinato i dati di un’indagine ot- tica con le osservazioni radio del VLA, incluso il Very Large Array Sky Survey, e ulteriori misurazioni prove- nienti da ASKAP in Australia e dal Giant Metrewave Radio Telescope (GMT) in India. Questa ampia coper- tura radio ha permesso ai ricercatori di tracciare come il segnale cam- biava nel tempo e di testare modelli per un deflusso in espansione ali- mentato da un evento di disgrega- zione mareale. La loro modelliz- zazione suggerisce che l’emissione radio provenisse da materiale che si muoveva a una frazione significativa della velocità della luce. I dati sono meglio spiegati da uno stretto getto relativistico visto di lato, piuttosto che frontalmente, il che natural- mente spiega perché il brillamento radio sia apparso così tardi. Questa scoperta è particolarmente significa- tiva perché amplia le possibilità per gli astronomi di cercare buchi neri nascosti e i getti estremi che emet- tono. Suggerisce inoltre che alcuni transienti ottici insoliti potrebbero far parte di una famiglia più ampia di eventi alimentati da buchi neri che sono passati inosservati perché i loro picchi radio arrivano molto tempo dopo il lampo iniziale. Man mano che nuove indagini cele- sti scandagliano ripetutamente il cielo, sia nella luce visibile che nelle onde radio, gli astronomi si aspet- tano di trovare altri eventi come AT2019ijn. Ogni nuova rilevazione potrebbe contribuire a svelare come si formano i buchi neri di massa in- termedia, con quale frequenza di- struggono le stelle e in quali condi- zioni producono potenti getti. ASTROFILO l’ R appresentazione artistica che illu- stra le conseguenze dell’impatto di un buco nero di massa intermedia con una stella di passaggio, che dà origine a un disco di accrescimento e a uno stretto getto relativistico (in alto a destra). La linea tratteggiata indica la nostra linea di vista dalla Terra. Il bagliore residuo fuori asse del getto è diventato visibile solo quando l’emissione radio in espan- sione (in basso a sinistra) si è allar- gata a sufficienza da raggiungere la nostra linea di vista, causando un drammatico aumento di luminosità di tale emissione anni dopo l’evento iniziale. [NSF/AUI/NSF NRAO/M.Weiss] !
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