l'Astrofilo luglio-agosto 2026
7 I due giganti gassosi più grandi del si- stema solare, Giove e Saturno, possie- dono vasti ma diversi sistemi di lune in orbita attorno a loro. Nuove simulazioni condotte sul cluster di PC del Centro di Astrofisica Computazionale (CfCA) dell’Os- servatorio Astronomico Nazionale del Giap- pone (NAOJ) hanno dimostrato che il campo magnetico del pianeta gioca un ruolo fon- damentale nella creazione di un ambiente in cui le nuove lune possono sopravvivere e crescere, influenzando così l’evoluzione del sistema. Giove ha più di 100 lune conosciute, tra cui quattro di grandi dimensioni (Gani- mede, Callisto, Io ed Europa). Saturno ha più di 280 lune conosciute, ma solo una di gran- di dimensioni (Titano). Rimane quindi un enigma il motivo per cui Saturno sia riuscito a sviluppare più lune, ma meno lune di grandi dimensioni rispetto a Giove. Un team guidato dall’Università di Kyoto, composto da ricercatori di istituti giappone- si e cinesi, ha utilizzato il cluster di PC del CfCA, NAOJ, per simulare la formazione dei sistemi lunari attorno a Giove e Saturno. Questa simulazione ha ricreato la struttura interna dei pianeti per calcolarne l’evolu- zione termica e capire come i loro campi ma- gnetici sono variati nel tempo. Le lune si formano dal materiale presente in un “disco circumplanetario” di gas e polveri che orbita attorno al giovane pianeta. Il disco nutre le giovani lune, ma le interazioni con esso pos- sono causarne la caduta sul pianeta. Le si- mulazioni hanno mostrato che il giovane Giove generava un forte campo magnetico planetario che creava una “cavità” sicura at- torno al pianeta, impedendo alle sue gio- vani e grandi lune di migrare troppo vicino al pianeta stesso. Il giovane Saturno, invece, era privo di un forte campo magnetico e pertanto solo una grande luna è riuscita a sopravvivere. “Verificare la teoria della for- mazione planetaria è piuttosto difficile per- ché abbiamo come riferimento solo il nostro sistema solare, ma ci sono molti sistemi satel- litari vicini a noi di cui possiamo osservare le caratteristiche dettagliate”, afferma Yuri I. Fujii, autore principale dell’articolo che an- nuncia questi risultati. Il team è ora interes- sato ad estendere la propria teoria ad altre lune e a potenziali sistemi di esolune. ASTROFILO l’ ! R endering delle si- mulazioni condotte in una recente ricerca al National Astronomical Observatory of Japan. Giove (a sinistra) pos- siede un forte campo magnetico che crea una cavità nel suo disco cir- cumplanetario. Saturno (in alto) non ha un campo magnetico in- tenso, quindi il suo disco circumplanetario evolve senza cavità. [Yuri I. Fujii/L-INSIGHT (Kyoto University), Shi- nichiro Kinoshita]
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