l'Astrofilo luglio-agosto 2026
47 ASTRO PUBLISHING un ulteriore oggetto vicino alla stella, le misurazioni effettuate con il Very Large Telescope (VLT) e il VLTI (VLT Interfero- meter) dell’ESO ne hanno confermato la natura planetaria. Il nuovo pianeta, WI- SPIT 2 c, è quattro volte più vicino alla stella centrale e ha una massa doppia ri- spetto a WISPIT 2 b. Entrambi i pianeti sono giganti gassosi, come i pianeti e- sterni del nostro sistema solare. Per con- fermare l’esistenza di WISPIT 2 c, il team ha utilizzato lo strumento SPHERE del VLT, che ha catturato un’immagine del- l’oggetto. Il team ha poi utilizzato lo strumento GRAVITY+ del VLTI per con- fermare che l’oggetto fosse effettiva- mente un pianeta. “Un aspetto fonda- mentale del nostro studio è stato il recente aggiornamento di GRAVITY+, senza il quale non saremmo stati in grado di ottenere un rilevamento così chiaro del pianeta così vicino alla sua stella” , afferma Guillaume Bourdarot, coautore dello studio e ricercatore pres- so il Max Planck Institute for Extraterre- strial Physics di Garching, in Germania. Entrambi i pianeti di WISPIT 2 appaiono in spazi vuoti all’interno del disco di polvere e gas che orbita attorno alla giovane stella. Questi spazi vuoti sono il risultato dello sviluppo di ciascun pia- neta: le particelle nel disco si accumu- lano, la loro gravità attrae altro mate- riale fino alla formazione di un pianeta embrionale; il materiale rimanente, at- torno a ciascuna lacuna, crea caratteri- stici anelli di polvere nel disco. Oltre alle lacune in cui sono stati sco- perti i due pianeti, c’è almeno una la- cuna più piccola e più esterna nel disco di WISPIT 2. “Sospettiamo che ci possa essere un terzo pianeta nascente in questa lacuna, − afferma Lawlor − po- tenzialmente con una massa simile a quella di Saturno, dato che la lacuna è molto più stretta e meno profonda.” Il team è ansioso di effettuare ulteriori osservazioni, e Ginski ricorda che “con il futuro Extremely Large Telescope (VLT) dell’ESO, potremmo essere in grado di riprendere direttamente un pianeta del genere” . ASTROFILO l’ G li astronomi hanno osservato la formazione di due pianeti nel di- sco attorno a una giovane stella chiamata WISPIT 2. Dopo averne indivi- duato uno, il team ha ora utilizzato i telescopi dell’ESO per confermare la presenza di un secondo pianeta. Que- ste osservazioni, e la struttura unica del disco attorno alla stella, indicano che il sistema WISPIT 2 potrebbe assomigliare a un giovane sistema solare. “WISPIT 2 è la migliore opportunità che abbiamo finora per osservare il nostro passato” , afferma Chloe Lawlor, dottoranda al- l’Università di Galway, in Irlanda, e au- trice principale dello studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters . Il sistema è solo il secondo conosciuto, dopo PDS 70, in cui sono stati osservati direttamente due pianeti in fase di for- mazione attorno alla loro stella ospite. A differenza di PDS 70, tuttavia, WISPIT 2 presenta un disco di formazione pla- netaria molto esteso, con lacune e anelli caratteristici. “Queste strutture suggeri- scono che altri pianeti si stanno forman- do, e che alla fine riusciremo a individu- arli” , afferma Lawlor. “WISPIT 2 ci offre un laboratorio fonda- mentale non solo per osservare la for- mazione di un singolo pianeta, ma di un intero sistema planetario” , aggiunge Christian Ginski, coautore dello studio e ricercatore presso l’Università di Galway. Con tali osservazioni, gli astronomi mi- rano a comprendere meglio come i si- stemi planetari neonati si sviluppano in sistemi maturi, come il nostro. Il primo pianeta neonato scoperto nel si- stema, chiamato WISPIT 2 b, è stato in- dividuato lo scorso anno; ha una massa quasi cinque volte superiore a quella di Giove e orbita attorno alla stella cen- trale a circa 60 volte la distanza tra la Terra e il Sole. “Questa scoperta di un nuovo mondo in formazione ha dimo- strato l’incredibile potenziale della no- stra strumentazione attuale” , ha dichia- rato Richelle van Capelleveen, dotto- randa presso l’Osservatorio di Leiden, nei Paesi Bassi, e responsabile del prece- dente studio. Dopo l’identificazione di !
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