l'Astrofilo luglio-agosto 2026
29 LUGLIO-AGOSTO 2026 ASTRO PUBLISHING le sue capacità per questo tipo di stu- dio, raggiungendo una risoluzione an- golare di 0,05 se- condi d’arco, equi- valente a distingue- re una moneta da 1 euro da 100 chilo- metri di distanza. Questa precisione ha permesso di risolve- re strutture di di- mensioni pari a 2000 unità astronomiche, identificando 70 nu- clei densi immersi in quattro protocluster a una distanza di 160000 anni luce. Per confermare la natura di queste strutture ed esclu- dere la contamina- zione da gas ioniz- zato (una sfida par- ticolare in regioni così attive), il team ha combinato le osservazioni di ALMA con i dati dei telescopi spaziali Hubble e Webb, che hanno anche confermato come i nuclei rilevati si trovano ancora in una fase iniziale della loro evolu- zione. “Siamo davvero entusiasti dei risultati ottenuti con questo lavoro. Grazie ad ALMA, lo studio delle mas- se dei nuclei nella nostra galassia sta diventando quasi una ‘routine’, sug- gerendo in particolare che la mas- sa dei nostri nuclei sembra evolvere, soprattutto nelle regioni a più alta massa” , afferma Alessio Traficante, autore principale dello studio. “Fino ad ora, nessuno aveva tentato di e- stendere questo tipo di ricerca alle regioni extragalattiche, che richie- dono una risoluzione e una sensibi- lità significativamente superiori ri- spetto agli studi condotti all’interno della Via Lattea. L’identificazione di oltre 70 nuclei in 30 Dor-10 non era affatto scontata, considerando che L a regione di formazione stellare 30 Doradus, meglio conosciuta come Nebulosa Tarantola, è qui ripresa con grande dettaglio dalla Near Infrared Camera di Webb. Il bordo orizzontale di questa immagine si estende per circa 340 anni luce. [NASA, ESA, CSA, STScI, Webb ERO Production Team] stavamo osservando un ambiente con un mezzo interstellare le cui ca- ratteristiche sono profondamente diverse da quelle riscontrate nelle principali regioni di formazione stel- lare massiccia della nostra galassia. Non avevamo idea di che cosa aspet- tarci prima di vedere le immagini estremamente dettagliate ottenute da ALMA.” Confrontando la distribuzione di massa di questi nuclei con quella os- servata nella Via Lattea, i ricercatori hanno scoperto che entrambe se- guono un andamento simile, coe- rente con la legge di Salpeter: un ri- sultato notevole, considerate le con- dizioni marcatamente diverse nella Grande Nube di Magellano, tra cui una minore metallicità, diversi re- gimi di turbolenza e un mezzo inter- stellare più fortemente ionizzato. Fondamentalmente, mentre la fun- zione di massa iniziale delle stelle in ambienti così estremi può mostrare un eccesso di stelle massicce, la fase iniziale di formazione del nucleo sembra seguire gli stessi schemi os- servati nella nostra galassia, sugge- rendo che questi giovani nuclei con- tinuino ad accrescere massa nel tem- po indipendentemente dall’ambien- te circostante. I risultati suggeriscono che la fram- mentazione iniziale delle nubi mole- colari, il processo che porta alla for- mazione di nuclei densi, potrebbe essere in gran parte indipendente dall’ambiente galattico circostante. Questo lavoro, collegato ai grandi programmi ALMA come ALMA-IMF e ALMAGAL, apre la strada a uno stu- dio sistematico della formazione stellare in altre galassie utilizzando tecniche precedentemente applicate solo all’interno della Via Lattea, e permette agli astronomi di iniziare a verificare se le leggi fisiche che go- vernano la nascita delle stelle siano valide in tutto l’universo ASTROFILO l’ !
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