l'Astrofilo maggio-giugno 2026
30 MAY-JUNE 2026 ASTRO PUBLISHING Dato che la galassia MoM-z14 esisteva già soli 280 milioni di anni dopo il Big Bang, non c’è stato abbastanza tempo perché generazioni di stelle produces- sero quantità così elevate di azoto co- me gli astronomi si aspetterebbero. Una teoria, citata dai ricercatori, è che l’ambiente den- so dell’universo pri- mordiale abbia por- tato alla formazio- ne di stelle super- massicce capaci di produrre più azoto di qualsiasi altra stella osservata nel- l’universo locale. La galassia MoM- z14 mostra anche segni di dissipa- zione nello spazio circostante della densa nebbia pri- meva di idrogeno dell’universo pri- mordiale. Uno dei motivi per cui Webb è stato originariamente co- struito era proprio quello di definire la cronologia di questo periodo di “rimozione” nella storia cosmica, che gli astronomi chiamano reioniz- zazione. È in questo periodo che le prime stelle hanno prodotto luce con un’energia sufficientemente ele- vata da penetrare il denso gas di idrogeno dell’universo primordiale e iniziare a viaggiare nello spazio, rag- giungendo infine il telescopio Webb e, di conseguenza, noi. La galassia MoM-z14 fornisce un ul- teriore indizio per ricostruire la cro- nologia della reionizzazione, un la- voro che non era possibile fino a quando Webb non ha sollevato il velo su quest’era dell’universo. ! Q uesta infografica riassume la cronologia dell’evoluzione dell’universo come ipotizzata fino a pochi anni fa. La formazione delle prime stelle era datata a circa 400 milioni di anni dopo il Big Bang. Oggi, grazie a Webb, sappiamo che le galassie popolavano l’universo già 280 milioni di anni dopo il Big Bang. Per affrontare questo problema, gli scienziati stanno esplorando diverse possibi- lità, incluse modifiche alle loro teorie. [NASA/WMAP Science Team] affermato Pascal Oesch dell’Univer- sità di Ginevra, co-responsabile scien- tifico del progetto. MoM-z14 fa parte di un gruppo sem- pre più numeroso di galassie sor- prendentemente luminose nell’uni- verso primordiale: un numero 100 volte superiore a quello previsto da- gli studi teorici prima del lancio del telescopio Webb, secondo il team di ricerca. “Esiste un divario crescente tra teoria e osservazione per quanto riguarda l’universo primordiale, il che solleva interrogativi stimolanti da esplorare in futuro” , ha affer- mato Jacob Shen, ricercatore post- dottorato al MIT e membro del team di ricerca. Un ambito in cui ricercatori e teorici possono cercare risposte è la popo- lazione di stelle più antiche della Via Lattea. Una piccola percentuale di queste stelle ha mostrato elevate concentrazioni di azoto, un dato che emerge anche da alcune osserva- zioni di galassie primordiali effet- tuate da Webb, tra cui MoM-z14. “Possiamo prendere spunto dall’ar- cheologia e osservare queste anti- che stelle nella nostra galassia come fossili dell’universo primordiale, con la differenza che in astronomia sia- mo abbastanza fortunati da avere Webb, che ci permette di vedere così lontano da avere anche informa- zioni dirette sulle galassie di quel- l’epoca. Si scopre che stiamo osser- vando alcune delle stesse caratteri- stiche, come questo insolito arricchi- mento di azoto” , ha affermato Naidu.
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