l'Astrofilo maggio-giugno 2026
19 MAY-JUNE 2026 R iprese aeree con drone che mo- strano Gemini South, una delle due metà dell’Osservatorio Interna- zionale Gemini, gestito da NSF NOIRLab, e il lontano Osservatorio Vera C. Rubin situato a Cerro Pa- chón, in Cile. [NOIRLab/NSF/AURA/ T. Matsopoulos] https://noirlab.edu/public/videos/pachon_drone_10/ questa nube, ma anche di misurarne effettivamente il movimento” , con- tinua Zakamska. “È qualcosa che non eravamo mai stati in grado di fare prima in un sistema come que- sto.” “Lo studio illustra la notevole poten- za di GHOST, il più recente stru- mento della missione Gemini (os- serva Chris Davis, direttore del pro- gramma NSF per NOIRLab) e sottoli- nea ulteriormente uno dei grandi punti di forza di Gemini: la capacità di rispondere rapidamente a eventi transitori come questa occultazio- ne.” Le misurazioni precise della ve- locità e della direzione del vento mostrano che la nube si muove se- paratamente dalla sua stella ospite; ciò, unito alla durata dell’occulta- zione, conferma ulteriormente che l’oggetto occultante è un disco at- torno a un oggetto secondario e che orbita nelle regioni più esterne del sistema della sua stella ospite. La sorgente mostra un eccesso di ra- diazione infrarossa, tipicamente as- sociato ai dischi attorno a stelle gio- vani. Tuttavia, J0705+0612 ha più di due miliardi di anni, il che significa che è improbabile che il disco sia co- stituito da detriti residui della fase iniziale di formazione planetaria del sistema. Come si è formato, quindi? Zakamska ipotizza che si sia origi- nato dalla collisione di due pianeti nelle regioni più esterne del sistema planetario di quella stella, con con- seguente espulsione di polvere, roc- ce e detriti, e formazione dell’enor- me nube che ora vediamo transitare davanti alla stella. La scoperta evidenzia come le nuove tecnologie permettano di ottenere nuove informazioni sull’universo. GHOST ha aperto una nuova fine- stra sullo studio dei fenomeni nasco- sti nei sistemi stellari distanti e i risultati forniscono preziosi indizi sull’evoluzione a lungo termine dei sistemi planetari e su come i dischi possano formarsi attorno a stelle an- tiche. “Questo evento ci dimostra che anche nei sistemi planetari ma- turi possono verificarsi collisioni spettacolari e su larga scala” , sotto- linea Zakamska. “È un vivido prome- moria del fatto che l’universo è tutt’altro che statico: è una storia continua di creazione, distruzione e trasformazione.” perato ogni mia aspettativa” , affer- ma Zakamska. I dati di GHOST han- no rivelato la presenza di diversi me- talli (elementi più pesanti dell’elio) all’interno della nube. Ancora più notevole, l’elevata precisione degli spettri ha permesso al team di misu- rare direttamente il movimento tri- dimensionale del gas. Questa è la prima volta che gli astronomi misu- rano i movimenti interni del gas di un disco in orbita attorno a un og- getto secondario come un pianeta o una stella di piccola massa. Le osser- vazioni mostrano un ambiente dina- mico con venti di metalli gassosi, tra cui ferro e calcio. “La sensibilità di GHOST ci ha per- messo non solo di rilevare il gas in !
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