l'Astrofilo marzo-aprile 2026
7 MARZO-APRILE 2026 ASTRO PUBLISHING circa 2,5 volte di più della luce giallo- verde (550 nm). Ciò significa che un singolo LED bianco contribuisce in modo sproporzionato alla cupola diffusa del bagliore del cielo, anche se il suo flusso luminoso totale è in- feriore a quello della lampada che ha sostituito. E il fenomeno non si li- mita ai centri urbani: la luce diffusa può percorrere lunghe distanze, de- gradando il cielo ben oltre la città e raggiungendo aree remote un tem- po considerate sicure. Il crescente impatto del bagliore arti- ficiale del cielo non è dunque passato inosservato all’interno della comunità astronomica, poiché anche i principali osservatori terrestri, come il Vera C. Rubin sul Cerro Pachón e il Very Large Telescope sul Cerro Paranal, entrambi in Cile, sono ora colpiti dall’inqui- namento luminoso, con gravi conse- guenze sulla loro efficienza e sulla produzione scientifica. I grandi tele- scopi operano al limite fisico e tec- nico, e i programmi di imaging a largo campo e le survey nel dominio del tempo si basano su sfondi di cielo stabili e scuri per il rilevamento di se- gnali deboli e diffusi. Con l’aumento della luminosità del cielo, l’impatto sulla produzione scientifica è inevita- bile, in particolare per gli studi mirati a fenomeni di bassa luminosità su- perficiale. Strutture deboli come gli aloni galattici, le correnti di marea e le periferie diffuse delle galassie so- no tra gli obiettivi più impegnativi, poiché i loro segnali si trovano solo marginalmente al di sopra del fondo cielo naturale. Il chiarore del cielo, ricco di blu, amplifica tale sfondo in modo non uniforme, introducendo gradienti e variazioni spaziali che complicano la calibrazione e la mo- dellizzazione dello sfondo stesso. B agliore del cielo su larga scala gene- rato dall’illuminazione artificiale e amplificato dalla dispersione atmosfe- rica su un’area urbanizzata. [A. Anfuso] consumo energetico per l’illumina- zione. Il rapido aumento dell’inqui- namento luminoso è dovuto alla crescente efficienza dei LED, in un paradosso noto come “effetto rim- balzo”: la luce è diventata econo- mica, quindi ne utilizziamo di più. Inoltre, come spesso accade, le nuove installazioni sono significativamente più luminose delle lampade che so- stituiscono, sebbene siano comun- que più economiche, generando ri- sparmi che vengono spesso reinve- stiti per illuminare aree precedente- mente buie, come parchi, facciate di edifici e strade suburbane. Il passaggio a un’illuminazione ric- ca di blu è particolarmente dannoso per l’astronomia, poiché le lun- ghezze d’onda più corte si disper- dono in modo molto più efficiente di quelle più lunghe; si stima che la luce blu intorno ai 440 nm si disperda ASTROFILO l’
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