l'Astrofilo marzo-aprile 2026
MARZO-APRILE 2026 G rafico che illustra il picco pronunciato e stretto degli spettri che hanno catturato l’attenzione dei ricercatori in un piccolo campione di galassie, qui rappresentato dalla galassia CEERS 4233- 42232. È la combinazione di spettri più stretti del previsto, insieme a un aspetto puntiforme e minu- scolo, che fa risaltare queste galassie. In genere, le sorgenti luminose puntiformi distanti sono quasar, ma gli spettri dei quasar hanno una forma molto più ampia. [NASA, ESA, CSA, J. Olmsted (STScI)] stite tra 12 e 12,6 miliardi di anni fa (rispetto all’età dell’universo di 13,8 miliardi di anni). I dati spettrali for- niscono agli astronomi più informa- zioni di quante ne possano ottenere da una sola immagine, e per queste nove sorgenti non corrispondono al- le definizioni esistenti. Sono troppo lontane per essere stelle della nostra galassia e troppo deboli per essere quasar, che sono così brillanti da oscurare le galassie che le ospitano. Sebbene gli spettri assomiglino a quelli delle galassie “pisello verde” meno distanti scoperte nel 2009, le galassie in questo campione sono molto più compatte. “Come gli spettri, il codice genetico dettagliato di un ornitorinco forni- sce informazioni aggiuntive che mo- strano quanto sia insolito questo animale, condividendo caratteristi- che genetiche con uccelli, rettili e mammiferi”, ha affermato Yan. “In- sieme, le immagini e gli spettri di Webb ci dicono che queste galassie presentano una combinazione ina- spettata di caratteristiche.” Yan ha spiegato che, per i quasar ti- pici, i picchi nelle loro caratteristiche linee di emissione spettrale sembra- no colline, con una base ampia, a in- dicare l’elevata velocità del gas che turbina attorno al loro buco nero su- permassiccio. Invece, i picchi della “popolazione di ornitorinchi” sono stretti e netti, a indicare un movi- mento del gas più lento. Sebbene esistano galassie con linee strette che ospitano buchi neri supermas- sicci attivi, non presentano la carat- teristica puntiforme del campione identificato dal team di Yan. Hanno forse scoperto un anello mancante nel cosmo? Una volta stabilito che gli oggetti non rientravano nella de- finizione di quasar, il ricercatore lau- reato Bangzheng Sun ha analizzato i dati per verificare se vi fossero trac- ce di galassie con formazione stel- lare. “Dagli spettri a bassa risoluzio- ne che abbiamo, non possiamo e- scludere la possibilità che questi no- ve oggetti siano galassie con forma- zione stellare. Questi dati sono coe- renti” , ha detto Sun. “La cosa strana in questo caso è che le galassie sono così piccole e compatte, nonostante Webb abbia il potere risolutivo per mostrarci molti dettagli a quella di- stanza.” Una delle ipotesi avanzate dal team è che Webb, come promesso, stia ri- velando fasi di formazione ed evolu- zione galattica precedenti a quelle che siamo mai stati in grado di osser- vare prima. È generalmente accet- tato nella comunità astronomica che galassie grandi e massicce come la nostra Via Lattea siano cresciute gra- zie alla fusione di molte galassie più piccole. Ma, si chiede Yan, che cosa c’è prima delle piccole galassie? “Penso che questa nuova ricerca ci ponga più domande: come inizia il processo di formazione delle galas- sie? È possibile che galassie così pic- cole, elementari, si formino in modo silenzioso, prima che inizino le fusio- ni caotiche, come suggerisce il loro aspetto puntiforme?” , ha commen- tato Yan. Per iniziare a rispondere a quelle do- mande, e per scoprire di più sulla na- tura dei loro strani ornitorinchi, il team afferma di aver bisogno di un campione molto più ampio da ana- lizzare e con spettri ad alta risolu- zione. “Abbiamo lanciato una rete molto ampia e abbiamo trovato al- cuni esempi di qualcosa di incredi- bile. Questi nove oggetti non erano al centro dell’attenzione; erano solo sullo sfondo di ampie osservazioni del Webb” , ha concluso Yan. “Ora è il momento di riflettere sulle impli- cazioni di tutto ciò e su come pos- siamo utilizzare le capacità di Webb per saperne di più.” ! ASTROFILO l’
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