l'Astrofilo marzo-aprile 2026
MARZO-APRILE 2026 U no spettro di emissione catturato dal NIRSpec (spettrografo nel vicino infrarosso) sul telescopio spaziale Webb nel maggio 2024 mostra la luminosità di diverse lunghezze d’onda della luce da 3 a 5 micron proveniente dalla super-Terra ultra calda TOI-561 b. Il con- fronto dei dati con i modelli teorici suggerisce che il pianeta non sia una roccia nuda, ma sia invece circondato da un’atmosfera ricca di sostanze volatili. I dati (cerchi bianchi) si basano su misurazioni della variazione di luminosità del sistema stella-pianeta prima, durante e dopo l’eclissi secondaria, quando il pianeta si muove dietro la stella. Sebbene TOI-561 b sia troppo vicino alla stella per essere osservato da solo, la quantità di luce proveniente dal pianeta può essere calco- lata sottraendo la luminosità della stella (misurata quando il pianeta si trova dietro la stella) dalla luminosità del pianeta e della stella combinati (misurata quando il pianeta si trova accanto alla stella). Si ritiene che TOI-561 b sia in rotazione sincrona, il che significa che la maggior parte della luce planetaria misurata durante questa osserva- zione proviene dal lato diurno. Sono mostrati tre spettri modello per confronto. Se TOI-561 b avesse una superficie scura di roccia nuda senza atmosfera (linea grigia liscia), o una sottile atmosfera di vapori rocciosi (linea viola frastagliata), il lato diurno del pianeta dovrebbe appa- rire significativamente più luminoso di quanto non sia in realtà. Invece, i dati sono molto più coerenti con un’atmosfera ricca di sostanze volatili come acqua, ossigeno e anidride carbonica. (Il modello mostrato qui presuppone un’atmosfera composta al 100% da vapore acqueo.) Un’atmo- sfera densa e ricca di sostanze volatili assorbe parte della luce infrarossa vicina emessa dalla superficie, riducendone la quantità che raggiunge il telescopio. Questo fa apparire il pianeta più debole di quanto non apparirebbe senza atmosfera o con uno strato molto sottile di roccia vaporiz- zata. Un’atmosfera densa contribuisce anche a distribuire il calore attorno al pianeta tramite venti, raffreddando il lato diurno e riscaldando quello notturno. Webb ha osservato il sistema TOI-561 ininterrottamente per oltre 37 ore, catturando quasi quattro orbite complete, incluse quattro eclissi secondarie consecutive. [NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI); Science: Johanna Teske (Carnegie Science Earth and Planets Labo- ratory), Anjali Piette (University of Birmingham), Tim Lichtenberg (Groningen), Nicole Wallack (Carnegie Science Earth and Planets Laboratory)] Sebbene le osservazioni di Webb for- niscano prove convincenti di tale at- mosfera, la domanda rimane: come può un piccolo pianeta esposto a ra- diazioni così intense riuscire a mante- nere un’atmosfera, per non parlare di una così consistente? Alcuni gas de- vono essere in fuga nello spazio, ma forse non con l’efficienza prevista. “Pensiamo che ci sia un equilibrio tra l’oceano di magma e l’atmosfera. Mentre i gas fuoriescono dal pianeta per alimentare l’atmosfera, l’oceano di magma li risucchia verso l’interno” , ha affermato il coautore Tim Lichten- berg dell’Università di Groninga, nei Paesi Bassi. “Quel pianeta deve essere molto, molto più ricco di sostanze vo- latili della Terra per spiegare le osser- vazioni. È davvero come una palla di lava bagnata.” Questi sono i primi ri- sultati del General Observers Pro- gram 3860 di Webb, che ha compor- tato l’osservazione continua del si- stema per oltre 37 ore, mentre TOI- 561 b completava quasi quattro or- bite attorno alla stella. Il team sta at- tualmente analizzando l’intero set di dati per mappare la temperatura lungo tutto il pianeta e restringere il campo di ricerca sulla composizione dell’atmosfera. “La cosa davvero en- tusiasmante è che questo nuovo set di dati sta ponendo ancora più do- mande di quante ne stia risolvendo” , ha concluso Teske. ASTROFILO l’ !
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