l'Astrofilo marzo-aprile 2026

37 ASTRO PUBLISHING meno densa di quella terrestre. Te- ske osserva che ciò potrebbe ave- re senso: “TOI-561 b si distingue tra i pianeti a periodo ultra corto in quanto orbita attorno a una stella molto antica (due volte più vecchia del Sole) e povera di ferro, in una regione della Via Lattea nota come disco spesso. Deve essersi formato in un ambiente chimico molto diverso da quello dei pianeti del nostro si- stema solare” . La composizione del pianeta po- trebbe essere rappresentativa di pianeti formatisi quando l’universo era relativamente giovane. Ma una composizione esotica non può spiegare tutto. Il team sospet- tava anche che TOI-561 b potesse essere circondato da una spessa atmosfera che lo fa apparire più grande di quanto non sia in realtà. Sebbene non ci si aspetti che i piccoli pianeti che hanno trascorso miliardi di anni a cuocere in una radiazione stellare intensa abbiano un’atmo- sfera, alcuni mostrano segni di non essere costituiti solo da roccia nuda o lava. Per verificare l’ipotesi che TOI-561 b abbia un’atmosfera, il team ha utilizzato lo spettrogra- fo NIRSpec (Near-Infrared Spectro- graph) di Webb per misurare la temperatura del lato diurno del pia- neta in base alla sua luminosità nel vicino infrarosso. La tecnica, che prevede la misurazione della dimi- nuzione di luminosità del sistema stella-pianeta mentre il pianeta si muove dietro la stella, è simile a quella utilizzata per la ricerca di atmosfere nel sistema TRAPPIST-1 e su altri mondi rocciosi. Se TOI-561 b è una roccia nuda, priva di un’at- mosfera che trasporta il calore verso il lato notturno, la temperatura del suo lato diurno dovrebbe avvicinarsi ai 2700 gradi Celsius. ASTROFILO l’ MARZO-APRILE 2026 I mmagine artistica che mostra come potrebbe apparire un’atmosfera densa sopra un vasto oceano di mag- ma sull’esopianeta TOI-561 b. Le mi- surazioni effettuate dal telescopio spaziale Webb suggeriscono che, no- nostante l’intensa radiazione rice- vuta dalla sua stella, TOI-561 b non sia una roccia nuda. [NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI)]

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