l'Astrofilo marzo-aprile 2026
32 MARZO-APRILE 2026 ASTRO PUBLISHING bruna o un resto stellare, come una pulsar. Dei circa 6000 esopianeti co- nosciuti, questo è l’unico che ricorda un gigante gassoso (con massa, rag- gio e temperatura simili a quelli di un Giove caldo) in orbita attorno a una pulsar. Solo una manciata di pulsar sono note per avere pianeti. “Si è formato come un pianeta nor- male? No, perché la composizione è completamente diversa” , ha detto Zhang. “Si è formato spogliando una stella della sua parte esterna, come si formano i ‘normali’ sistemi di ve- dova nera? Probabilmente no, per- ché la fisica nucleare non produce carbonio puro. È molto difficile im- maginare come si ottenga questa composizione estremamente ricca di carbonio. Sembra escludere ogni meccanismo di formazione noto.” Roger Romani, coautore dello stu- dio, della Stanford University e del Kavli Institute for Particle Astrophy- sics and Cosmology, propone un fe- nomeno suggestivo che potrebbe verificarsi in questa atmosfera unica. “Man mano che la stella compagna si raffredda, la miscela di carbonio e ossigeno al suo interno inizia a cristallizzarsi” , ha spiegato Romani. “Cristalli di carbonio puro galleg- giano in superficie e si mescolano all’elio, ed è quello che vediamo. Ma poi deve succedere qualcosa per te- nere lontani ossigeno e azoto. Ed è qui che entra in gioco il mistero.” “Ma è bello non sapere tutto” , ha aggiunto Romani. “Non vedo l’ora di scoprire di più sulla stranezza di que- sta atmosfera. È fantastico avere un enigma da risolvere.” Con la sua visione infrarossa e la sua straordinaria sensibilità, questa è una scoperta che solo il telescopio Webb poteva fare. La sua posizione a un milione di miglia dalla Terra e il suo enorme schermo solare manten- gono gli strumenti molto freddi, il che è necessario per simili osserva- zioni. Non è possibile condurre da ter- ra uno studio come questo. ! ASTROFILO l’ G razie alla sua orbita estremamente stretta, l’anno di PSR J2322-2650b dura appena 7,8 ore. Questo pianeta, studiato con il telescopio spaziale Webb, sembra avere un’atmosfera esotica dominata da elio e carbonio, diversa da qualsiasi altra mai vista prima. La sua composizione atmosferica sfida le attuali teorie sulla formazione planetaria. [NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI)] caldi del lato diurno.) Il carbonio mo- lecolare è dominante solo se non c’è quasi ossigeno o azoto. Dei circa 150 pianeti che gli astronomi hanno stu- diato dentro e fuori il sistema solare, nessun altro ha carbonio molecolare rilevabile. PSR J2322-2650b è straordinariamen- te vicino alla sua stella: soli 1,6 mi- lioni di chilometri di distanza. Per confronto, la distanza della Terra dal Sole è di quasi 150 milioni di chi- lometri. A causa della sua orbita e- stremamente stretta, l’intero anno dell’esopianeta (il tempo che im- piega a compiere un giro completo attorno alla sua stella) è di sole 7,8 ore. Le forze gravitazionali della pul- sar, molto più pesante, stanno sti- rando il pianeta di massa gioviana in una bizzarra forma a limone. Insieme, la stella e l’esopianeta pos- sono essere considerati un sistema cosiddetto a “vedova nera”, sebbe- ne non ne siano un esempio tipico. I sistemi a vedova nera sono un raro tipo di sistema doppio in cui una pul- sar in rapida rotazione è accoppiata a una compagna stellare di piccola massa. Col tempo, il materiale della compagna si riversa sulla pulsar, fa- cendola ruotare più velocemente e alimentando un forte vento. Quel vento e quella radiazione bombar- dano e fanno evaporare la compa- gna più piccola e meno massiccia. Come il ragno da cui prende il nome, la pulsar consuma lentamente la sua sfortunata compagna. Ma in questo caso, il compagno è ufficialmente considerato un esopianeta, non una stella. L’Unione Astronomica Interna- zionale definisce un esopianeta co- me un corpo celeste con massa in- feriore a 13 volte quella di Giove che orbita attorno a una stella, una nana
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