l'Astrofilo gennaio-febbraio 2026

mentate dalle loro stelle più giovani e massicce, che illu- minano nubi di gas e pol- vere di molti colori diversi. A lunghezze d’onda superiori a quelle percepibili dall’oc- chio umano, le fabbriche di stelle brillano grazie a un numero enorme di minuscoli granelli di polvere cosmica, riscaldati dalla luce stellare. Per poter sondare la tempe- ratura della galassia, i ricer- catori avevano bisogno della sensibilità superiore di AL- MA. Grazie all’ambiente ari- do e ad alta quota di ALMA, in Cile, è stato possibile ri- prendere la galassia nel co- lore giusto, a una lunghezza d’onda di 0,44 millimetri, utilizzando il suo strumento Banda 9. “A lunghezze d’on- da come questa, la galassia è illuminata da nubi fluttuanti di granelli di polvere lumi- nosa. Quando abbiamo visto quanto brilla questa galas- sia rispetto ad altre lun- ghezze d’onda, abbiamo capito subito di stare osser- vando qualcosa di veramen- te speciale” , afferma Tom Bakx. La rilevazione ha mo- strato la polvere della galas- sia brillare a una tempera- tura di 90 Kelvin, circa -180 gradi Celsius. “La tempera- tura è certamente fredda ri- spetto alla polvere domestica sulla Terra, ma è molto più calda di qual- siasi altra galassia comparabile che abbiamo visto. Ciò ha confermato che si tratta davvero di una fabbri- ca di stelle estrema. Anche se è la prima volta che vediamo una galas- sia come questa, pensiamo che po- trebbero essercene molte altre là fuori. Fabbriche di stelle come Y1 potrebbero essere state comuni nell’universo primordiale” , afferma Yoichi Tamura, astronomo dell’Uni- 29 GENNAIO-FEBBRAIO 2026 ASTRO PUBLISHING versità di Nagoya, in Giappone, membro del team. Y1 produce stelle al ritmo estremo di oltre 180 masse solari all’anno, un ritmo insosteni- bile che non può durare a lungo. In media, la nostra galassia crea solo circa una massa solare all’anno. Gli scienziati sospettano che brevi e nascoste esplosioni di formazione stellare, come quelle osservate in Y1, potrebbero essere state comuni nell’universo primordiale. “Tuttavia, non sappiamo quanto comuni pos- sano essere state, quindi in futuro vogliamo cercare altri esempi di fab- briche di stelle come questa. Ab- biamo anche intenzione di utilizzare le capacità ad alta risoluzione di ALMA per osservare più da vicino il funzionamento di questa galassia” , afferma Tom Bakx. Il team ritiene che la galassia Y1 possa contribuire a risolvere un altro mistero cosmico. Studi precedenti avevano dimo- strato che le galassie nell’universo primordiale sembrano avere molta più polvere di quanta le loro stelle avrebbero potuto produrre nel bre- ve periodo in cui hanno brillato. Gli astronomi ne sono rimasti per- plessi, ma l’insolita temperatura di Y1 indica una soluzione. Laura Som- movigo, membro del team, astrofi- sica presso il Flatiron Institute e la Columbia University, negli Stati Uniti, riprende la storia. “Le galassie nell’universo primordiale sembrano essere troppo giovani per la quan- tità di polvere che contengono. È strano, perché non hanno abba- stanza stelle vecchie attorno alle quali si crea la maggior parte dei granelli di polvere. Ma una piccola quantità di polvere calda può es- sere luminosa quanto grandi quan- tità di polvere fredda, ed è esat- tamente ciò che stiamo osservando in Y1. Anche se queste galassie so- no ancora giovani e non contengo- no ancora molti elementi pesanti o polvere, ciò che hanno è caldo e lu- minoso” , conclude. ASTROFILO l’ U n rosso intenso che brilla dal lontano passato: la galassia Y1 brilla grazie ai grani di polvere riscaldati dalle stelle appena formate (cerchiate in questa im- magine del telescopio Webb). [NASA, ESA, CSA, STScI, J. Diego (Instituto de Fí- sica de Cantabria, Spain), J. D’Silva (U. Western Australia), A. Koekemoer (STScI), J. Summers & R. Windhorst (ASU), and H. Yan (U. Missouri)] ! direttamente la luce proveniente da polvere luminosa. Ciò ci ha fatto so- spettare che la galassia potesse ge- stire una diversa e surriscaldata fab- brica di stelle. Per esserne certi, ab- biamo deciso di misurarne la tempe- ratura ”, afferma Tom Bakx. Stelle come il nostro Sole vengono for- giate in enormi e dense nubi di gas nello spazio. Le nebulose di Orione e della Carena sono due esempi di tali fabbriche di stelle. Brillano in- tensamente nel cielo notturno, ali-

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