l'Astrofilo gennaio-febbraio 2026

26 GENNAIO-FEBBRAIO 2026 ASTRO PUBLISHING chiamata spettropolarimetria. “La spettropolarimetria fornisce infor- mazioni sulla geometria dell’esplo- sione che altri tipi di osservazione non possono fornire perché le scale angolari sono troppo piccole” , af- ferma Lifan Wang, coautore e pro- fessore alla Texas A&M University negli Stati Uniti, che era studente al- l’ESO all’inizio della sua carriera astronomica. Anche se la stella che esplode appare come un singolo punto, la polarizzazione della sua luce nasconde indizi sulla sua geo- metria, che il team è stato in grado di svelare. L’unica struttura nell’emi- sfero australe in grado di catturare la forma di una supernova attra- verso una tale misurazione è lo stru- mento FORS2 installato sul VLT. Con i dati di FORS2, gli astronomi hanno scoperto che l’esplosione iniziale di materiale aveva la forma di un’oli- va. Mentre l’esplosione si diffonde- va verso l’esterno e collideva con la materia attorno alla stella, la forma si è appiattita, ma l’asse di simme- tria del materiale espulso è rimasto lo stesso. “Questi risultati suggeri- scono un meccanismo fisico comu- ne che guida l’esplosione di molte stelle massicce, che manifesta una simmetria assiale ben definita e agi- sce su larga scala” , secondo Yang. Con questa conoscenza, gli astro- nomi possono già escludere alcuni degli attuali modelli di supernova e aggiungere nuove informazioni per migliorarne altri, fornendo appro- fondimenti sulle potenti morti del- le stelle massicce. “Questa scoperta non solo rimodella la nostra com- prensione delle esplosioni stellari, ma dimostra anche che cosa si può ottenere quando la scienza tra- scende i confini” , afferma il coau- tore e astronomo dell’ESO Ferdinan- do Patat. “È un potente promemo- ria del fatto che curiosità, collabora- zione e azioni rapide possono sve- lare intuizioni profonde sulla fisica che plasma il nostro universo.” G li astronomi hanno osservato una supernova appena un giorno dopo la sua prima individuazione. Nelle fasi iniziali, l’esplosione non ha ancora intera- gito con il materiale attorno alla stella, mantenendone la vera forma, rivelata per la prima volta. Questo video riassume la scoperta. [ESO] stellare. Per alcune ore, la geome- tria della stella e la sua esplosione potevano essere, e sono state, os- servate insieme” , afferma Dietrich Baade, astronomo dell’ESO in Ger- mania e coautore dello studio pub- blicato su Science Advances . “La geo- metria di un’esplosione di super- nova fornisce informazioni fonda- mentali sull’evoluzione stellare e sui processi fisici che portano a questi fuochi d’artificio cosmici” , spiega Yang. Gli esatti meccanismi alla ba- se delle esplosioni di supernova di stelle massicce, quelle con una mas- sa superiore a otto volte quella del Sole, sono ancora dibattuti e rap- presentano una delle domande fon- damentali che gli scienziati vogliono affrontare. La progenitrice di questa supernova era una stella supergigante rossa, con una massa da 12 a 15 volte quel- la del Sole e un raggio 500 volte maggiore, rendendo SN 2024ggi un classico esempio di esplosione di una stella massiccia. Sappiamo che du- rante la sua vita, una stella tipica mantiene la sua forma sferica grazie a un equilibrio molto preciso tra la forza gravitazionale che la vuole comprimere e la pressione del suo motore nucleare che la vuole espan- dere. Quando esaurisce la sua ultima fonte di combustibile, il motore nu- cleare inizia a “scoppiettare”. Per le stelle massicce, ciò segna l’inizio di una supernova: il nucleo della stella morente collassa, i gusci di massa cir- costanti cadono su di esso e rimbal- zano. Questo shock di rimbalzo si propaga poi verso l’esterno, distrug- gendo la stella. Una volta che l’onda d’urto rompe la superficie, libera im- mense quantità di energia: la super- nova quindi aumenta notevolmente la sua luminosità e diventa osserva- bile. Durante una fase di breve du- rata, la forma iniziale della super- nova, detta “breakout”, può essere studiata prima che l’esplosione inte- ragisca con il materiale che circonda la stella morente. Questo è ciò che gli astronomi sono riusciti a otte- nere per la prima volta con il VLT dell’ESO, utilizzando una tecnica ! ASTROFILO l’ https://www.eso.org/public/unitedkingdom/videos/eso2520a/

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