Sole inattivo? Ecco perché!

Giunge da David Hathaway, uno dei massimi esperti di Sole esistenti, la risposta al perché il Sole stia attraversando una fase di minima attività così accentuata, tanto da rendere l'attuale minimo il più profondo degli ultimi 100 anni.
Coadiuvato da una sua studentessa dell'Università di Memphis, Lisa Rightmire, Hathaway ha analizzato il comportamento delle due gigantesche fasce di convezione che governano tutto il movimento del plasma solare e dei campi magnetici nei due emisferi nord e sud, e che impiegano 40 anni per completare il loro ciclo di rotazione. Per farlo ha utilizzato i dati raccolti dal Solar and Heliospheric Observatory sullo spostamento di componenti magnetiche rilevabili negli strati più esterni del Sole e direttamente collegate alle sottostanti fasce di convezione. Tali "elementi magnetici" come lo stesso Hathaway li ha definiti, sono dunque serviti da tracciante per misurare la velocità delle fasce, velocità risultata elevata come mai prima d'ora: da 30 a 50 km/h.
Il fatto che proprio in questa fase di minima attività prolungata le fasce di convezione siano veloci più che mai, demolisce la teoria che voleva proprio la loro velocità direttamente proporzionale alla quantità di macchie in fotosfera. L'idea era che il trascinamento ad opera delle fasce dei campi magnetici superficiali verso la dinamo centrale del Sole potesse amplificarli e generare nuove e più vigorose radici per lo sviluppo in fotosfera di regioni attive. E invece ora sembra proprio che più le fasce sono veloci, più i campi magnetici superficiali vengono dispersi nelle regioni equatoriali.
Le osservazioni di Hathaway e Rightmire, pubblicate ieri su Science, mettono inoltre pesantemente in discussione un secondo aspetto teorico, quello secondo il quale le stesse macchie solari sarebbero radicate direttamente nelle regioni più interne delle fasce, a circa 200mila km di profondità, e con esse si muoverebbero solidalmente. Niente affatto! Nel medesimo periodo considerato, dal 1996 ad oggi, il movimento medio globale delle macchie è risultato assai rallentato rispetto al solito, anziché accelerato, una contraddizione che porterà a rivedere alcuni dei modelli che interpretano l'attività solare.
Visto quanto sopra, la missione appena iniziata del Solar Dynamics Observatory sarà di fondamentale importanza e sicuramente rivoluzionerà le nostre conoscenze in fatto di Sole.


Credit: NASA
 
    
Autore: Michele Ferrara