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Dopo aver a lungo sospettato che nella vita delle galassie ci fosse
un'epoca in cui la formazione di nuove stelle subisse una drastica
frenata, ecco che arriva a conclusione un lavoro chiarificatore in
proposito, svolto da ricercatori della Durham University e appena
pubblicato sul Monthly Notices della Royal Astronomical Society.
Il lavoro riguarda la scoperta e lo studio di due titanici getti di materia sparati
via dalle regioni centrali della galassia SMM J1237+6203, un oggetto del
lontano universo, posto a 3 miliardi di anni dopo il Big Bang. I dati
raccolti attraverso il Gemini Near-Infrared Integral Field Spectrometer
indicano che ad accelerare quell'enorme quantità di materia è stata una
lunghissima serie di esplosioni stellari, praticamente ininterrotte
(ogni secondo), per un periodo lungo milioni di anni, il tutto
probabilmente innescato da un poderoso flusso di energia proveniente dal
buco nero supermassiccio presente nel nucleo galattico.
Per quanto sorprendente
possa apparire tale meccanismo, l'evidenza dice che ci troviamo di
fronte ad un evento in grado di spazzare via da una galassia la gran
parte della materia necessaria a produrre nuove stelle, e se ciò è
successo nel caso di
SMM J1237+6203, potrebbe essere accaduto in numerosissimi altri casi, se
non in tutti.
Ricapitolando, nella vita di ogni galassia c'è stata un'epoca in cui la
formazione di nuove stelle è drasticamente diminuita, per poi attestarsi
su valori sufficienti a rimpiazzare gli astri collassati. La repentina
perdita di ingenti quantità di gas (essenzialmente idrogeno ed elio) è
sicuramente la spiegazione migliore, resta da vedere se si trovano altre
conferme, come auspicato dagli stessi ricercatori coinvolti nel lavoro,
che hanno pianificato l'osservazione di potenziali nuovi candidati con
getti di materia. |