In balia di magnetismo
e glaciazioni

Per tutti quegli esseri umani che non si curano minimamente del mondo in cui vivono, degli altri e del prossimo in generale, sono sicuramente del tutto insignificanti sia le periodiche inversioni del campo magnetico terrestre sia il ripetersi delle glaciazioni. Eventi troppo lontani nel tempo (e soprattutto dalla mente) per coinvolgere i propri interessi. E se non fossero così lontani?
Da lungo tempo si sta infatti studiando l'indebolimento del campo magnetico terrestre, e ben più recentemente diversi gruppi di ricercatori, come quello di Gauthier Hulot, dell'Università Denis Diderot di Parigi, si sono impegnati nel tentativo di simulare al computer l'epoca della prossima inversione, che l'attuale progressivo indebolimento starebbe annunciando.
Anche attribuendo alla dinamo magnetica della Terra, ovvero al suo nucleo esterno in rotazione, tutti i valori ragionevoli di viscosità, temperatura, conduttività elettrica e termica, le previsioni calcolate non riescono a spingeresi più in là di qualche decina di anni, e quindi non sappiamo quanto vicina sia la prossima inversione di polarità (per alcuni ricercatori non prima di qualche migliaio di anni). Non è cosa trascurabile, perché dallo studio delle precedenti inversioni del campo megnetico (l'ultima risale ad appena 800mila anni fa e c'erano in giro i nostri antenati) si è visto che il fenomeno si completa in 1 o 2 anni, durante i quali il pianeta rimane esposto alle radiazioni cosmiche! E se ciò accadesse fra qualche decennio?
Stesso lasso di tempo per quella che sembra ormai una realtà: il progressivo raffreddamento del clima a causa di un'altra dinamo che si sta affievolendo, quella solare, con conseguente diminuzione dell'attività e collaterale diminuzione delle temperature terrestri, esattamente ciò che avvenne fra il 1645 e il 1715. Nei prossimi decenni potremmo trovarci ad affrontare un moderato ma dannoso abbassamento delle temperature, più che sufficiente a riportare alla realtà gli umani di cui sopra.
Per fortuna niente a che vedere con l'evento "Terra palla di neve", recentissimamente confermato dal team di Francis A. Macdonald, dell'Harvard University, attraverso lo studio di sedimenti montani canadesi: 716,5 milioni di anni fa il nostro pianeta era quasi completamente ghiacciato, con le calotte polari che giungevano a lambire l'equatore, e solo poche oasi liquide permettevano alle primitive forme di vita di quell'epoca di sopravvivere con intuibili difficoltà.
Quella terribile glaciazione, detta di Sturtian, durò per almeno 5 milioni di anni e sembra sia stata innescata da una colossale eruzione vulcanica capace di oscurare il Sole per decenni. Come si dice in questi casi... ciò che accade una volta può ripetersi!


Credit: Università Denis Diderot, Harvard University
 
    
Autore: Michele Ferrara