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Dall'analisi dei dati raccolti
nell'ultimo anno attraverso il radar Mini-SAR della NASA, uno degli 11
strumenti scientifici della sonda indiana Chandrayaan-1, è
emersa la presenza di ghiaccio d'acqua in oltre 40 crateri situati
presso il polo nord della Luna.
Le proprietà di polarizzazione delle onde radio riflesse da quel
particolare ambiente lunare indicano che il ghiaccio è spesso almeno un
paio di metri e si trova al di sotto di uno strato di poche decine di centimetri
di regolite, la sottile polvere che ricopre la Luna.
I crateri che hanno mostrato le presenza di ghiaccio (frammisto a
idrocarburi, come già la sonda LCROSS aveva evidenziato in un diverso e
precedente esperimento) hanno diametri compresi fra 2 e 15 km e sono
accomunati dal fatto non essere mai illuminati dal Sole e quindi di
poter conservare inalterato il loro contenuto di ghiaccio grazie alla
bassissima temperatura raggiunta: -248°C, ovvero appena 25 Kelvin,
una temperatura più bassa di quella della superficie di Plutone!
Una stima approssimativa sul quantitativo di acqua ammassata in quei
gelidi crateri fornisce un risultato davvero impressionante: 600 milioni
di tonnellate. Con così tanta acqua a disposizione è facile intuire che
un eventuale insediamento umano sulla Luna sarebbe molto più sostenibile
di quanto previsto fino a poco tempo fa ed è un peccato che questi
risultati siano giunti solo dopo che il presidente degli USA ha deciso di
tagliare proprio i fondi destinati al ritorno sul nostro satellite e
all'installazione di avamposti umani. E pensare che quegli stessi
risultati vengono presentati in questi giorni alla 41st Lunar and Planetary Science Conference
(Texas, 1-5 marzo 2010) e sono in pubblicazione su
Geophysical Research Letters, quindi erano noti da diversi mesi: perché
non utilizzarli a tempo debito come argomentazione a favore del ritorno
sulla Luna? |