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E' una minaccia ricorrente
quella dei Potentially Hazardous Asteroids (PHA), una classe di piccoli
asteroidi le cui orbite sono molto prossime (in termini astronomici) a
quella della Terra, e che quindi possono venirsi a trovare
pericolosamente vicini, tanto da avere remote, ma non nulle, probabilità di
cascarci addosso, con prevedibili conseguenze disastrose soprattutto per
il genere umano.
Archiviato Apophis e vari suoi simili, ecco che ne spunta un altro che
risulta avere 1 probabilità su 1000 (per la precisione 0,92 su 1000) di
impattare la Terra entro il 2200. Si tratta di (101955) 1999 RQ36, un
asteroide di 560 metri di diametro, la cui orbita è ormai ben
conosciuta, essendo stata determinata attraverso 290 osservazioni
ottiche e 13 misurazioni radar (queste ultime sono mediamente più
affidabili).
Proprio il fatto di conoscere molto bene l'orbita dell'oggetto in
questione, porta a prendere sul serio la previsione: si calcola che nel
periodo 2060-2080 la pericolosità dei passaggi ravvicinati di (101955)
1999 RQ36 crescerà di 10mila volte rispetto a quella attuale. Ci sarà
poi un ulteriore incremento nel passaggio del 2162, un successivo calo
di pericolosità, ma un picco nel 2182, anno con la maggiore probabilità
di collisione.
Sapere oggi se realmente l'impatto ci sarà o meno è impossibile, e ciò a
causa del fatto che l'asteroide è piccolo e va pertanto soggetto
all'effetto Yarkovsky, una sorta di propulsione dovuta al rilascio di
energia solare accumulata dall'emisfero illuminato, quando il medesimo
si trova in ombra.
Tale effetto può modificare l'orbita di un piccolo
asteroide quanto basta per farlo finire dove non si prevedeva e solo un
lungo periodo di osservazione potrà determinare se l'impatto ci sarà
oppure no.
Come fa notare María Eugenia Sansaturio (Universidad de Valladolid), leader del team che sta
studiando (101955) 1999 RQ36 e che vede coinvolti anche istituti
italiani (Università di Pisa e INAF-IASF Roma), sarà indispensabile
sapere entro il 2080 o, meglio, entro il 2060 se le probabilità che
quell'asteroide finisca contro la Terra sono concrete, infatti entro
quel periodo sarà relativamente semplice attuare procedure per deviarne
l'orbita quel tanto che basta per scongiurare l'impatto.
Se fossimo oggi nel 2080 e l'impatto fosse certo, con le tecnologie
attualmente a nostra disposizione non potremmo fare pressoché nulla per
evitarlo. |