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Attorno al 1800 una cometa impattò Nettuno. E' questa la conclusione a cui sono giunti alcuni
ricercatori del French Observatory LESIA di Parigi, del Max Planck Institute for Solar System Research (MPS)
di Katlenburg-Lindau
e del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics di Garching (Germania)
esaminando i dati raccolti dal Photodetector Array Camera and Spectrometer
(PACS) del telescopio spaziale Herschel, durante una serie di
osservazioni infrarosse dell'atmosfera di Nettuno, a diverse profondità.
A rivelare l'impatto di due secoli fa è stata l'anomala abbondanza di
monossido di carbonio (CO) nello strato atmosferico più esterno. Il CO è
tipico delle atmosfere dei giganti gassosi del nostro sistema solare,
assieme a idrogeno, elio, acqua e anidride carbonica, ma è presente più
negli strati interni dell'atmosfera che non in quelli esterni, e ciò
essenzialmente per una questione di peso.
Nettuno mostra però una distribuzione anomala del CO, tanto che prevale
nell'alta atmosfera e non negli strati inferiori, e ciò può essere interpretato solo ammettendo che
sia giunto in epoca recente dallo spazio esterno, più precisamente
attraverso l'impatto di una cometa. Conoscendo la dinamica atmosferica
del pianeta e ricostruendo a ritroso nel tempo la distribuzione del CO
è stato possibile calcolare che la massima concentrazione risale appunto
al 1800, decennio più decennio meno, presunta epoca dell'impatto cometario.
Un evento simile era stato precedentemente ipotizzato anche per Saturno
e sempre attraverso il calcolo di quantità e distribuzione in atmosfera
del monossido di carbonio. In questo caso vi sono
evidenze di un impatto occorso circa 230 anni fa.
Due impatti rilevanti su due pianeti diversi in epoche quasi coincidenti
lasciano un po' perplessi, ma i risultati, pubblicati su Astronomy & Astrophysics,
appaiono piuttosto incontrovertibili. |