Impatto fra asteroidi!


Sembrava proprio una cometa l'oggetto scoperto il 6 gennaio scorso da un telescopio del New Mexico, nell'ambito della Lincoln Near Earth Asteroid Research, ma c'è voluto poco a capire che c'era una cosa strana: mancava la chioma!
Che cos'è dunque quell'insolita coda di polveri denominata P/2010 A2? Che si tratti di polveri è certo perché risultano sospinte dal vento solare. Altrettanto sicuro è il fatto che la coda si trova nella parte interna della cintura principale degli asteroidi, a circa 250 milioni di km dal Sole. Anche la sua orbita è di tipo asteroidale. Dunque? Le immagini più dettagliate (vedi sopra) hanno permesso di individuare in prossimità dell'inizio della coda un piccolo oggetto di circa 200 metri di diametro, che potrebbe essere il frammento più grande di un asteroide andato distrutto nell'impatto con un suo simile, e per confermarlo si stanno ora cercando altri frammenti più piccoli, facendo ricorso a telescopi più potenti.
Era già capitato in passato di avvistare delle comete orbitanti all'interno della cintura principale degli asteroidi, ma avevavo una chioma, e quindi un nucleo, e in tutti i casi (pochi per la verità) si era concluso che si trattava di oggetti che avevano rilasciato materiali volatili senza sperimentare una collisione distruttiva. Inoltre si trovavano nella parte più esterna e più fredda della cintura, dove è più probabile la presenza di ghiacci pronti a sublimare a seguito di piccoli impatti o sfaldamenti strutturali.
Nel caso di P/2010 A2, invece, l'impatto violento pare proprio esserci stato ed è la prima volta che abbiamo l'occasione di esaminare i risvolti di un evento (molto frequente fino a qualche miliardo di anni fa e poi via via scemato di intensità con lo stabilizzarsi delle orbite asteroidali) che può fornirci importanti informazioni sul quel processo noto come "evoluzione collisionale" che ha modellato lo spazio interplanetario fra Marte e Giove.
Secondo i ricercatori coinvolti nello studio del fenomeno, l'impatto dev'essere avvenuto non più di poche settimane prima della scoperta, quindi in dicembre, e nelle prossime settimane la coda si allontanerà gradatamente dal frammento principale, essendo più sensibile alla pressione solare. E' dunque probabile che emergano anche altri piccoli frammenti asteroidali, e se così sarà avremo la conferma che si è trattato di un catastrofico impatto.


Credit: J. Annis/M Soares-Santos/D Jewitt/Fermilab/UCLA
 
    
Autore: Michele Ferrara