|
Al 215° meeting dell'American
Astronomical Society, svoltosi ieri, 6 gennaio, a Washington, sono stati
presentati i risultati dei primi, interessantissimi lavori condotti
sull'Hubble Ultra Deep Field
ottenuto dall'HST l'anno scorso (vedi notizia del
9 dicembre). Ben 5 i gruppi
internazionali di ricercatori che negli ultimi mesi si sono concentrati
sulle fioche immagini di quelle lontanissime galassie, per un totale di
una quindicina di pubblicazioni.
Uno dei punti focali delle ricerche condotte è il notevole colore blu
delle galassie primordiali (tenendo conto del redshift), che denota una
complessiva rarità, se non assenza, di elementi chimici pesanti, nonché
la mancanza di polveri interstellari capaci di arrossare (per
riemissione a frequenze più basse) la luce emessa dalle stelle.
E' dato per certo che oltre le galassie rilevate da Hubble, che mostrano
redshift fra 7 e 8, corrispondenti all'universo di 12,9-13,0 miliardi
di anni fa, debbano essercene altre ancora più remote, anche se non di
molto, nelle primissime fasi di formazione. Saranno queste uno dei
principali obiettivi del
James
Webb Space Telescope (JWST), allorché diverrà operativo nel 2014-2015.
Altro punto di notevole interesse riguarda la fase di reionizzazione
dell'universo, un periodo che le teorie dicono essersi verificato fra
400 e 900 milioni di anni dopo il Big Bang, durante il quale la
radiazione delle nuove stelle e quindi delle nuove galassie strappò gli
elettroni ai "giovani" atomi liberi di idrogeno. Ebbene, le galassie
riprese da Hubble esistono proprio in quel periodo, più esattamente fra
600 e 800 milioni di anni dopo il Big Bang, ma ciò che è stato
registrato dagli strumenti non è sufficiente a produrre la radiazione
necessaria alla reionizzazione.
Di conseguenza, o questa è avvenuta poco più in là dell'orizzonte che
attualmente riusciamo a vedere, oppure nell'epoca raggiunta da Hubble vi
sono numerosissime deboli galassie, non registrate nell'HUDF, capaci
con il loro numero di colmare la lacuna energetica.
Comunque sia, mai prima d'ora siamo stati così vicini ad osservare la
nascita delle galassie e dunque delle prime strutture complesse
dell'universo. |