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L'International Union of Pure and Applied Chemistry
ha battezzato "copernicium" l'elemento chimico numero 112 della tavola
periodica. La motivazione richiama il sistema copernicano di universo,
nel quale piccole masse orbitano attorno a una più rilevante massa
centrale.
Come molti sapranno, l'elemento chimico più pesante presente in natura
in quantità significative è l'uranio 92 (dove il numero indica la
quantità di protoni presenti nel nucleo), mentre tutti gli elementi più
pesanti di questo (detti transuranici) vengono creati in laboratorio (facendo scontrare a
velocità elevatissime nuclei di altri elementi) e hanno la particolarità
di esistere per brevissimi istanti, o al più qualche secondo, dopodiché decadono in elementi
più stabili.
Il copernicium (simbolo Cn, massa atomica 278) fu sintetizzato per la prima volta nel 1996 dal team di Sigurd Hofmann,
del Center for Heavy Ion Research (Darmstadt), tramite l'Universal Linear Accelerator,
il medesimo acceleratore col quale lo stesso gruppo aveva creato tutti
gli elementi dal 107 al 111 (dal borio al roentgenio).
Era servita una
settimana di tentativi per raggiungere il risultato cercato, che ovviamente non
è l'osservazione diretta dell'atomo (che decade quasi istantaneamente),
bensì le caratteristiche tracce lasciate in un apposito rivelatore dal
suo decadimento. Curioso che siano poi serviti 14 anni per verificare il tutto e assegnare il nome
(il 19 febbraio scorso), ma tant'è.
Secondo i ricercatori, la definitiva scoperta del copernicium è un passo
importante per raggiungere la cosiddetta "isola di stabilità", un gruppo
di elementi chimici superpesanti che la teoria vuole essere più stabili
e capaci di esistere per più di qualche secondo. L'impiego tecnologico
che si potrebbe fare di questi elementi teorici è ancora sconosciuto, ma
non è escluso che possano avere applicazioni rivoluzionarie, speriamo
pacifiche... |