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Un sorprendente studio di prossima
pubblicazione sul Monthly Notices della Royal Astronomical Society,
condotto da
Duncan Forbes
e Terry Bridges
(Swinburne
University of Technology, Australia) su una lunga serie di immagini e
dati raccolti tramite l'Hubble Space Telescope, dimostra che circa 1/4 degli
ammassi globulari appartenenti alla nostra galassia apparteneva in tempi
remotissimi ad altre galassie minori.
Che la Galassia abbia "cannibalizzato" alcuni suoi satelliti nel corso
dei miliardi di anni era cosa nota, così come che alcuni ammassi
fossero, per così dire, sospetti. Ma l'analisi accurata ora effettuata
su un campione di 93 globulari, incentrata sull'analisi delle
composizioni chimiche e della luminosità delle singole componenti, oltre
che dell'insieme, ha prodotto un risultato del tutto inatteso: un numero
di ammassi compreso fra le 27 e le 47 unità non è nato nella Galassia, bensì attorno ad altre 6-8 galassie nane fagocitate dalla
nostra. In qualche caso, gli stessi nuclei di queste ultime, spogliati
di tutte le stelle periferiche e di ogni componente gassosa, si
nasconderebbero sotto le malcelate spoglie di altrettanti globulari.
Se consideriamo che fino ad oggi si riteneva che solo 2 galassie nane
fossero confluite nella nostra e che tipicamente queste piccole
strutture sono comunque composte di oltre 100 milioni di stelle, se ne
deduce che il confluire di molte più galassiette nella nostra deve
averne mutato sensibilmente sia la struttura d'insieme sia, soprattutto,
la composizione chimica media.
La popolazione di ammassi globulari originaria è risultata avere
invariabilmente un'età di 12,8 miliardi di anni, età che coincide
approssimativamente con quella della Galassia stessa. Nei miliardi di
anni successivi si sono quindi avute a più riprese delle catture di
galassie nane con relativo assorbimento delle varie componenti. |