Scoperto l'esopianeta
più giovane


Il modo migliore per testare i modelli matematici che descrivono la formazione dei pianeti è sicuramente quello di trovare riscontri in natura, cosa abbondantemente fatta. C'è però ancora una lacuna, relativa alle prime decine di milioni di anni dopo la formazione planetaria. Degli oltre 400 esopianeti conosciuti, infatti, solo uno ha un'età di appena 100 milioni di anni, mentre tutti gli altri sono decisamente più vecchi, e questo perché la ricerca di nuovi esopianeti tende ad escludere le stelle giovanissime, per via del fatto che la loro esuberante attività può nascondere la presenza di corpi planetari in orbite vicine, quelle tipicamente alla portata degli strumenti odierni, e quindi rendere incerti i risultati.
Ma anche questo ostacolo è stato superato: un gruppo internazionale di ricercatori, a conclusione di un lavoro di cinque anni svolto agli osservatori di Calar Alto e di Roque de los Muchachos, ha appena pubblicato su Astronomy & Astrophysics la scoperta di un pianeta di circa 6 masse gioviane nato appena 35 milioni di anni fa. Come spiega uno dei responsabili della ricerca,
Maria Cruz Gálvez-Ortiz, il nuovo pianeta, denominato BD+20 1790b, è stato rilevato cercando minime variazioni nella velocità della stella ospite (BD+20 1790), causate dalla trazione gravitazionale del pianeta stesso. La tecnica è quella dell'oscillazione Doppler, con la quale si evidenzia il leggero e ciclico movimento delle righe spettrali della stella, che però può essere inquinato dalla tumultuosa attività stellare, ad esempio dall'espulsione di masse coronali, anch'esse capaci di produrre lievi e temporanei spostamenti delle righe spettrali.
A dispetto delle difficoltà tecniche, il più giovane di tutti gli esopianeti e stato comunque scoperto e non appena la statistica sarà più corposa sarà possibile dedurre un quadro d'insieme più completo dell'infanzia di quei lontani mondi.


Credit: M. Hernán Obispo
 
    
Autore: Michele Ferrara