|
La recentissima individuazione di terreni
stratificati all'interno del cratere marziano Gale ha riportato in auge
l'ipotesi che sul pianeta rosso possano esistere tracce biologiche
fossili paragonabili ai nostri stromatoliti. I terreni in questione
indicano una presenza crescente, a ritroso nel tempo, di minerali legati
alla presenza di acqua, e soprattutto di composti aventi basi argillose.
L'argilla, oltre ad essere l'emblema di condizioni ambientali
decisamente umide, è anche un elemento che sulla Terra concorre a
formare un particolare tipo di roccia, la varnish, che potremmo tradurre
col termine vernicetta, come quella protettiva, spesso trasparente, che
si stende su varie superfici per proteggerle dagli agenti corrosivi.
Tale roccia si presenta sotto forma di inclusioni stratiformi ed è in
realtà un agglomerato di minuscole sferule spesse solo 1-2 micrometri,
dall'aspetto brunastro ma al tempo stesso assai brillante (di qui il
nome varnish).
In alcuni luoghi della Terra questo tipo di roccia ricopre ampissime
aree, prediligendo i deserti, dove si forma più facilmente, ma non
mancando neppure in luoghi ben più umidi e freddi. Benché fosse nota già
dal 1898, la varnish non ha incuriosito da subito gli scienziati, e fu
solo negli anni Cinquanta che la si interpretò come il risultato di
reazioni chimiche, praticamente una sorta di ossidazione.
Analisi ben più accurate, eseguite negli anni Settanta, dopo l'entrata
in scena del microscopio elettronico, portarono a definire la struttura
interna della varnish: strisce scure di ossido di manganese, alternate a
strisce vagamente arancioni di argilla e ferro, una mistura unica nel
mondo minerale, ma che aveva una sorprendente somiglianza con un
particolare tipo di residui fossili, gli stromatoliti, accrezioni
sedimentarie formate dall'attività biologica di remotissime forme di
vita terrestre (principalmente cianobatteri) a partire da 3,5 miliardi
di anni fa (il fenomeno è tuttora esistente, nonostante una pesante
riduzione risalente a 600 milioni di anni fa).
Presto si giunse a mettere in relazione gli stromatoli con la roccia
varnish, trovando in quest'ultima batteri fossili immersi in rilevanti
concentrazioni di ossido di manganese. Si capì così che i batteri
coinvolti nella formazione della varnish utilizzavano (e utilizzano)
l'ossido di manganese disciolto nell'acqua contenuta nell'argilla per
costruirsi un riparo dai rigorosi raggi UV del giovane Sole.
Di qui la possibilità che anche su Marte sia accaduto qualcosa di
simile, e non solo per l'appurata presenza di minerali argillosi, ma
anche perché diverse regioni dell'arido pianeta sembra essere ricoperte
da un materiale molto simile alla varnish. Non resta che cercare gli
stromatoliti marziani... |