Galassie: le spirali che non c'erano

L'opinione che vede nella forma delle galassie ellittiche il risultato della fusione di altre galassie minori potrebbe essere totalmente sbagliata. Lo dicono i risultati di un importante lavoro condotto da un team di astronomi europei guidati da François Hammer, dell'Osservatorio di Parigi, e recentemente pubblicato, con notevole risalto, su Astronomy & Astrophysics.
I ricercatori si sono incaricati di fare un vero e proprio censimento a campione della popolazione di galassie visibili nell'universo attuale e della popolazione di galassie risalenti a 6 miliardi di anni fa. 116 unità nel primo caso, 148 nel secondo.
A dispetto della classica sequenza di Hubble, ideata nel 1926, che prevedeva un'evoluzione abbastanza rigida della morfologia delle galassie in qualunque epoca dell'universo, Hammer e colleghi hanno invece scoperto che 6 miliardi di anni fa esistevano molte meno galassie spirali rispetto all'epoca attuale, mentre al contrario erano molto più diffuse le galassie peculiari, oggetti che per dimensione, forma, composizione e luminosità non sono esclusivamente classificabili come spirali, ellittiche, lenticolari o irregolari.
Le peculiari sono considerate il risultato dell'interazione gravitazionale fra piccole galassie e a loro volta, secondo il lavoro in questione, avrebbero dato origine per fusione e/o trasformazione ad una percentuale rilevante delle attuali spirali. A questo riguardo, la campionatura, per quanto limitata, è piuttosto convincente: negli ultimi 6 miliardi di anni la percentuale di galassie ellittiche è rimasta quasi costante (4% allora, 3% oggi), idem per le lenticolari (13% allora, 15% oggi), mentre il rapporto fra spirali e peculiari si è ribaltato: le prime sono passate dal 31% al 72%, le seconde dal 52% al 10%.
Il risultato è ancor più rilevante considerando che il periodo delle grandi fusioni e trasformazioni galattiche era ritenuto pressoché terminato 8 miliardi di anni fa, ma evidentemente è continuato ancora a lungo, fino ad epoche ben più recenti.
Ora c'è da capire come quelle galassie peculiari si siano trasformate in spirali. Per riuscirci sarà utile studiare oggetti come M31 in Andromeda, che viene dato per certo abbia sperimentato quel particolare scenario metamorfico, a differenza della nostra galassia, il cui passato sembra essere stato meno movimentato.


Credit: NASA, ESA, Sloan Digital Sky Survey, R. Delgado-Serrano and F. Hammer (Observatoire de Paris)
 
    
Autore: Michele Ferrara