I pianeti di
Alfa Centauri


Esistono pianeti in orbita attorno ad Alfa Centauri? Finora non c'è stato modo di scoprirlo, ma un recente lavoro teorico intrapreso da un gruppo di ricercatori cinesi fornisce risultati ottimistici in tal senso. Di pianeti extrasolari se ne conoscono a centinaia, quindi non ci sarebbe nulla di strano se anche la stella a noi più vicina dopo il Sole ne avesse, ma c'è una complicazione: Alfa Centauri non è una stella singola, è una tripla, formata da una coppia di stelle di tipo solare, alla quale orbita attorno una terza componente più piccola, la ben nota Proxima Centauri.
Il sistema è posto a 4,36 anni luce di distanza (Proxima, indicata dalla freccia, è più vicina di circa 10mila ua) e le componenti A e B distano fra loro 24 ua, per un periodo di rivoluzione attorno al comune centro di massa pari a 80 anni. Data la relativa vicinanza a noi e stante l'estrema somiglianza di A e B al Sole, se mai un giorno dovessimo avventurarci nello spazio alla ricerca di pianeti da colonizzare, una di queste stelle sarebbe un'ottima meta.
Sappiamo però che la formazione di un sistema planetario attorno a una determinata stella è tutt'altro che agevolata se nelle vicinanze c'è una compagna. Ma ecco la sorpresa: Ji-Wei Xie, Ji-Lin Zhou e Jian Ge, dell'Università della Florida, attraverso una complessa serie di simulazioni al computer hanno trovato che attorno alla componente B si sono presentate in passato condizioni favorevoli all'accresciamento di planetesimi, che possono essersi aggregati fino a comporre protopianeti di taglia lunare, elementi che a loro volta agevolano la formazione dei pianeti.
I ricercatori escludono invece la possibilità che attorno ad Alfa Centauri B possano esistere giganti gassosi di tipo gioviano, a causa della dispersione degli elementi più volatili indotta dalla vicina componente A.
Giudicato da più parti interessante, il lavoro dei ricercatori cinesi si presta però anche a facili critiche, e secondo altri ricercatori, come Phillipe Thebault, dell'Osservatorio di Parigi, è praticamente impossibile studiare numericamente i processi di accrescimento planetario in un sistema turbolento come quello di Alfa Centauri senza introdurre delle discutibili semplificazioni.
No problem, prima di arrivare così lontano, avremo sicuramente tutto il tempo per capire se quei pianeti esistono veramente...


Credit: University of Florida, ESO
 
    
Autore: Michele Ferrara