Un'esplosione nucleare creò la Luna?


Rob de Meijer, della University of the Western Cape, e Wim van Westrenen, della VU University di Amsterdam, sono convinti che la Luna sia scaturita da una titanica esplosione che ha interessato le profondità del nostro pianeta.
I modelli più accreditati riguardanti la formazione del nostro satellite naturale ci dicono che circa 4,5 miliardi di anni fa la protoTerra fu investita da un propianeta delle dimensioni di Marte, e che il titanico urto distrusse il secondo, danneggiando severamente anche la prima. Una parte dei residui dello scontro finì con l'accrescersi in orbita terrestre, dando forma alla Luna.
Ma de Meijer e van Westrenen sostengono che allo stesso esito si poteva arrivare anche attraverso una ciclopica esplosione, generata da grandi quantità di materiale radioattivo (come torio e uranio) sceso verso il nucleo terrestre a causa del rilevante peso specifico. Un eccesso di radiazione in un livello compreso fra nucleo e mantello interno terrestre avrebbe innescato una fissione nucleare incontrollabile, capace di innalzare violentemente enormi quantità di magma, sparandolo letteralmente nello spazio circumterrestre.
Una (debole) prova di questo sconcertante quadro evolutivo risiederebbe nelle analogie chimiche fra Terra e Luna, e per confermare la dinamica esplosiva sarebbe sufficiente, secondo gli autori, trovare i medesimi isotopi di vari elementi chimici sia qui che sul satellite.
Onestamente, il tutto ci pare più una simpatica boutade che non una seria ipotesi: le analogie chimiche non escludono certo la teoria più in auge; inoltre non conoscendo la densità del protopianeta impattatore non è che si possa speculare più di tanto; infine, la densità media della Luna è pressoché identica a quella del mantello superiore terrestre strappato nell'impatto, particolare che non può essere ignorato. Ma, soprattutto, c'è da considerare questo: se il precipitare e l'accumularsi di materiale radioattivo si è verificato per il nostro pianeta, non c'è motivo per credere che ciò non debba essersi verificato almeno anche per Venere, un pianeta talmente simile al nostro nelle sue primissime fasi di vita da renderlo un vero e proprio "gemello omozigota". Perché, dunque, Venere non ha lune?


Credit: University of the Western Cape
 
    
Autore: Michele Ferrara