Un guscio di carbonio
avvolge Cassiopea A


Dieci anni fa, nel 1999, il telescopio spaziale Chandra della NASA, che opera nella regione X dello spettro elettromagnetico, iniziava le sue osservazioni. Il primo oggetto a essere ripreso fu Cassiopea A (Cas A), il resto di una supernova esplosa nella nostra galassia circa 330 anni fa. In quella prima immagine era chiaramente visibile la stella di neutroni che si formò a seguito dell'esplosione della supernova di cui Cassiopea A è ciò che rimane. Ma a differenza di quanto succede per le altre stelle di neutroni fino ad allora note, quella al centro di Cassiopea A non mostrava alcuna delle tipiche pulsazioni radio o X. Un gruppo di ricercatori guidato dagli astronomi Wynn Ho e Craig Heinke ha però ora elaborato un modello in grado di risolvere quel piccolo mistero. "La stella di neutroni al centro di Cassiopea A - afferma Wynn Ho - è stata un enigma fin dalla sua scoperta. Finalmente però abbiamo capito che il suo comportamento può essere compreso ipotizzando che la stella sia uniformemente avvolta in una sottile atmosfera di carbonio."
Grazie agli spettri ottenuti da Chandra, il modello proposto ha trovato conferma. Esso prevede che la sottile atmosfera di carbonio, spessa appena 10 centimetri schiacciata com'è da una gravità 100 miliardi di volte più intensa di quella della Terra, faccia sì che la regione di emissione X si distribuisca uniformemente intorno alla stella, che brilla così egualmente in tutte le direzioni senza alcuna rilevabile variazione di intensità legata alla sua rotazione. Lo studio delle stelle di neutroni è particolarmente importante ai fini della comprensione dei meccanismi di evoluzione delle stelle massicce e il modello proposto da Wynn Ho e Craig Heinke rappresenta un notevole contributo, eliminando altre più esotiche spiegazioni che pure erano state proposte.


Credit: X-ray: NASA/CXC/Southampton/W. Ho et al.; Illustration: NASA/CXC/M.Weiss
 
    
Autore: Giuseppe Munno